Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

RELATIVITA' DEL TEMPO E REALTA' DEL DESTINO


Ogni cosa che abbiamo detto prima dimostra che lo "spazio tridimensionale" non esiste nella realtà, che esso è un pregiudizio fondato totalmente sulle percezioni e che ciascuno passa la propria vita nell'"assenza di spazio". Dichiarare il contrario sarebbe sostenere un credo superstizioso molto lontano dalla ragione e dalla verità scientifica, perché non c'è alcuna prova valida dell'esistenza del mondo tridimensionale.
Questo refuta l'assunto primario della filosofia materialista che soggiace alla teoria dell'evoluzione, secondo il quale la materia è assoluta ed eterna. Il secondo assunto su cui si basa la filosofia materialistica è la supposizione che il tempo sia assoluto ed eterno. Questo è superstizioso quanto lo è il primo.
La percezione del tempo
Ciò che noi percepiamo come tempo è, nei fatti, un metodo per mezzo del quale un momento viene paragonato ad un altro. Possiamo spiegare questo con un esempio. Ad esempio, quando una persona colpisce un oggetto, ode un suono particolare. Quando colpisce lo stesso oggetto cinque minuti dopo, sente un altro suono. La persona percepisce che ci sia un intervallo tra il primo suono ed il secondo, e chiama questo intervallo "tempo". Però, nel momento in cui sente il secondo suono, il primo suono che ha udito non è altro che immaginazione nella sua mente. È soltanto una piccola informazione nella sua memoria. La persona formula il concetto di "tempo" paragonando il momento in nel quale vive con ciò che ha nella sua memoria. Se non viene fatto questo paragone, non ci può essere alcun concetto di tempo.
In modo simile, una persona fa un paragone quando vede qualcuno entrare in una stanza attraverso una porta e sedersi in poltrona al centro della stanza. Dal momento in cui questa persona siede nella poltrona, le immagini legate al momento in cui egli apre la porta, cammina nella stanza, e compie il suo percorso verso la poltrona sono accumulate come informazioni nel cervello. La percezione del tempo ha luogo quando si paragona l'uomo seduto in poltrona con queste informazioni.
In breve, il tempo giunge all'esistenza come risultato del paragone effettuato tra alcune illusioni memorizzate nel cervello. Se l'uomo non avesse memoria, il suo cervello non farebbe tali interpretazioni, e, di conseguenza, non avrebbe mai formato il concetto di tempo. L'unico motivo per cui qualcuno determina di avere trent'anni è perché ha accumulato informazioni riguardanti questi trent'anni nella sua mente. Se la sua memoria non esistesse, egli non penserebbe all'esistenza di quel periodo precedente, e vivrebbe soltanto il singolo "momento" in cui vive.
La spiegazione scientifica dell'assenza del tempo
Lasciateci chiarire l'argomento citando le spiegazioni di vari scienziati e studiosi sull'argomento. Riguardo al tema del tempo che scorre al contrario, il famoso intellettuale e premio Nobel professore di genetica, François Jacob, dichiara quanto segue nel suo libro Le Jeu des Possibles (Il possibile ed il Reale):
I film proiettati al contrario ci rendono possibile immaginare un mondo nel quale il tempo scorre all'indietro. Un mondo nel quale il latte si separa dal caffè e salta fuori dalla tazza per raggiungere il bricco del latte; un mondo in cui i raggi di luce sono emessi dai muri e sono riuniti in una trappola (centro di gravità) invece di fuoriuscire da una sorgente di luce; un mondo nel quale una pietra ritorna al palmo della mano di un uomo con la stupefacente collaborazione di innumerevoli gocce d'acqua che fanno sì che la pietra possa saltare fuori dall'acqua. Però, in un simile mondo che ha caratteristiche così opposte, i processi del nostro cervello e il modo in cui la memoria processa l'informazione funzionerebbe, analogamente, all'indietro. Lo stesso vale per il passato ed il futuro, ed il mondo ci apparirebbe esattamente come ci appare ora.31
Poiché il nostro cervello è abituato ad una determinata sequenza di eventi, il mondo non opera nel modo che è stato appena esposto, e noi presumiamo che il tempo scorra sempre in avanti. Tuttavia, questa è una decisione presa dal cervello, ed è relativa. In realtà, non possiamo sapere come scorre il tempo, e nemmeno se scorre o no. Questa è un'indicazione del fatto che il tempo non è un fatto assoluto, ma soltanto una specie di percezione.
La relatività del tempo è un fatto verificato anche da uno dei più importanti fisici del 20mo secolo, Albert Einstein. Lincoln Barnett scrive nel suo libro The Universe and Dr. Einstein:
Insieme allo spazio assoluto, Einstein scartò il concetto di tempo assoluto - di uno scorrere del tempo stabile, invariabile, inesorabile, universale, che scorre dall'infinito passato all'infinito futuro. Molta dell'oscurità che hanno circondato la Teoria della Relatività nascono dalla riluttanza dell'uomo a riconoscere che il senso del tempo, come il senso del colore, è una forma di percezione. Così come lo spazio è semplicemente un possibile ordine di oggetti materiali, così il tempo è semplicemente un possibile ordine di avvenimenti. La soggettività del tempo è spiegata meglio nelle parole di Einstein. "Le esperienze di un individuo" dice, "ci sembrano disposte in una serie di eventi; in questa serie, i singoli eventi che ricordiamo sembrano essere ordinati secondo il criterio di 'precedente' e 'successivo'. Esiste, di conseguenza, per l'individuo, un tempo dell'Io, o tempo soggettivo. Questo, in se stesso, non è misurabile. Certamente, io posso associare dei numeri agli eventi, in modo tale che un numero maggiore sia associato con un evento più recente, rispetto ad uno precedente.32
Lo stesso Einstein sottolineò, come viene riportato nel libro di Barnett: "Lo spazio e il tempo sono forme di intuizione, che non possono essere scisse dalla coscienza più di quanto possano esserlo i nostri concetti di colore, forma o misura". Secondo la Teoria della Relatività Generale: "il tempo non ha un'esistenza indipendente separata dall'ordine degli avvenimenti per mezzo del quale lo misuriamo".33
Dal momento che il tempo consiste nella percezione, esso dipende completamente da colui che percepisce, e, perciò, è relativo.
La velocità con la quale scorre il tempo differisce a seconda dei riferimenti che noi utilizziamo per misurarlo, perché nel corpo umano non esiste un orologio naturale che indichi con precisione quanto velocemente passa il tempo. Come scrisse Lincoln Barnett: "Proprio come non esiste nessuna cosa simile al colore, senza un occhio che lo percepisce, così un istante, o un'ora, o un giorno, non è nulla, senza un avvenimento che lo contrassegni".34
La relatività del tempo viene sentita pienamente nei sogni. Anche se ciò che vediamo nei sogni sembra durare ore, in realtà, esso dura soltanto pochi minuti, e addirittura pochi secondi.
Lasciateci pensare ad un esempio che chiarisca ulteriormente l'argomento. Supponiamo di essere stati messi in una stanza con un'unica finestra ideata appositamente, e di essere tenuti lì per un certo periodo. Supponiamo che nella stanza ci sia un orologio dal quale possiamo osservare la quantità di tempo trascorso. Allo stesso tempo, supponiamo di vedere dalla finestra della stanza il sole levarsi e tramontare ad intervalli determinati. Alcuni giorni dopo, la risposta che daremmo alla domanda relativa alla quantità di tempo trascorso nella stanza sarebbe basata sia sull'informazione che abbiamo ricavato guardando l'orologio di tanto in tanto, e sul computo che abbiamo fatto riferendoci al numero di volte che il sole si è levato ed è tramontato. Ad esempio, valutiamo di aver trascorso tre giorni nella stanza. Tuttavia, se la persona che ci ha messo nella stanza dicesse che vi abbiamo trascorso solo due giorni, e che il sole che abbiamo visto dalla finestra era stato prodotto artificialmente da una macchina simulatrice, e che l'orologio nella stanza era stato regolato espressamente per andare più velocemente, il calcolo che avevamo fatto non avrebbe alcun significato.
Questo conferma che l'informazione che noi abbiamo riguardo la velocità del trascorrere del tempo è basata su riferimenti relativi. La relatività del tempo è un fatto scientifico dimostrato anche dalla metodologia scientifica. La Teoria della Relatività Generale di Einstein afferma che la velocità del tempo cambia a seconda della velocità dell'oggetto e della sua posizione nel campo gravitazionale. Quando la velocità aumenta, il tempo è abbreviato e compresso: esso rallenta come se arrivasse ad un punto di "fermo".
Lasciateci spiegare questo fatto con esempio dato da Einstein. Immaginate due gemelli, uno dei quali sta sulla terra, mentre l'altro viaggia nello spazio ad una velocità prossima a quella della luce. Quando ritorna, il viaggiatore vedrà che suo fratello è invecchiato molto di più rispetto a lui. Il motivo è che il tempo trascorre molto più lentamente, per la persona che viaggia a velocità prossime a quella della luce. Consideriamo un padre che viaggia nello spazio, e suo figlio confinato sulla terra. Se il padre avesse avuto ventisette anni, quando era partito, ed il figlio tre; quando il padre fosse ritornato, trent'anni dopo, (tempo terrestre), il figlio avrebbe avuto trentatrè anni, mentre suo padre solo trenta.35 Questa relatività del tempo non è causata dalla decelerazione degli orologi, o di una molla meccanica. È piuttosto il risultato dei differenziati periodi operativi dell'intero sistema dell'esistenza materiale, che si spinge fino alle particelle subatomiche. In altre parole, per la persona che lo vive, l'accorciamento del tempo non viene percepito come se si stesse recitando in un film proiettato al rallentatore. In una situazione nella quale il tempo si abbrevia, i battiti cardiaci, la replicazione cellulare, le funzioni cerebrali eccetera agiscono tutte più lentamente rispetto a quelle della persona sulla Terra, che si muove più lentamente. Nonostante ciò, la persona prosegue la sua vita quotidiana, e non avverte assolutamente l'accorciamento del tempo. Senza dubbio, l'accorciamento non diventa nemmeno evidente fino a quando viene fatto un paragone.
La Relatività nel Corano
La conclusione alla quale siamo condotti dalle scoperte della scienza moderna è che il tempo non è un fatto assoluto, come pensato dai materialisti, ma soltanto una percezione relativa. La cosa più interessante è che questo fatto, non scoperto prima del ventesimo secolo dalla scienza, fu rivelato all'umanità, nel Corano, quattordici secoli fa. Ci sono vari riferimenti, nel Corano, alla relatività del tempo.
È possibile osservare, in molti versi del Corano, il fatto scientificamente provato che il tempo è una percezione psicologica dipendente dagli avvenimenti, dalla situazione e dalle condizioni. Ad esempio, l'intera vita di una persona è un periodo molto breve, come a veniamo informati dal Corano:
Nel Giorno in cui vi chiamerà, Gli risponderete lodandoLo e crederete di essere vissuti ben poco (Surat al-Isra: 52).
Il Giorno in cui li riunirà, sarà come se fossero rimasti solo un'ora e si riconosceranno tra loro (Surat Yunus: 45).
Alcuni versetti indicano che le persone percepiscono il tempo in modo differente, e che a volte le persone possono avvertire un periodo molto breve come molto lungo. La seguente conversazione di persone durante il loro giudizio nell'Aldilà ne costituisce un buon esempio:
Dirà: "Quanti anni siete rimasti sulla terra?". Risponderanno: "Siamo rimasti un giorno, o parte di un giorno. Interroga coloro che tengono il computo". Dirà: "Davvero siete rimasti ben poco. Se lo aveste saputo!" (Surat al-Muminun: 112-114).
In alcuni altri versetti Allah afferma che il tempo può scorrere a velocità diverse in situazioni diverse:
Ti chiedono di affrettare il castigo. Giammai Allah mancherà alla Sua promessa. Invero un solo giorno presso il tuo Signore vale come mille anni di quelli che contate (Surat al-Hajj: 47).
Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un Giorno la cui durata è di cinquantamila anni (Surat al-Ma'arij: 4).
Dal cielo dirige le cose della terra e poi tutto risalirà a Lui, in un Giorno che sarà come mille anni del vostro contare (Surat al-Sajda, 5).
Questi versetti sono chiare espressioni della relatività del tempo. Che questo effetto, che è stato compreso solo recentemente dagli scienziati, nel ventesimo secolo, sia stato comunicato all'uomo 1400 anni fa nel Corano è un'indicazione della rivelazione del Corano da parte di Allah, Che abbraccia l'intero tempo e l'intero spazio.
Molti altri versetti del Corano rivelano che il tempo è una percezione. Ciò è particolarmente evidente nelle storie. Ad esempio, Allah ha tenuto i Compagni della Caverna, un gruppo di persone credenti di cui si parla nel Corano, in un sonno profondo per più di tre secoli. Quando si destò, questa gente credette di essere rimasta in quello stato per non più di un breve attimo, e non riuscì a capire per quanto aveva dormito:
Rendemmo sorde le loro orecchie, [rimasero] nella caverna per molti anni. Li resuscitammo poi, per vedere quale delle due fazioni meglio computasse il tempo che avevano trascorso (Surat al-Kahf: 11-12).
Li resuscitammo infine perché si interrogassero a vicenda. Disse uno di loro: "Quanto tempo siete rimasti?". Dissero: "Siamo rimasti una giornata o parte di una giornata". Dissero: "Il vostro Signore sa meglio quanto siete rimasti" (Surat al-Kahf: 19).
La situazione narrata nel verso seguente è anch'essa una prova che il tempo è, in verità, una percezione psicologica.
O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: "Quanto [tempo] sei rimasto?". Rispose: "Rimasi un giorno o una parte di esso". "No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è onnipotente "(Surat al-Baqara: 259).
Il versetto precedente evidenzia in modo chiaro che Allah, Che ha creato il tempo, non è legato ad esso. L'uomo, dal canto suo, è vincolato dal tempo, che è stabilito da Allah. Come risulta dal verso, l'uomo è incapace perfino di sapere per quanto tempo ha dormito. In una tale condizione, affermare che il tempo è assoluto (come fanno i materialisti, nel loro modo di pensare distorto) è gravemente irragionevole.
Il destino
Questa relatività del tempo chiarisce una questione importante. La relatività è così variabile che un periodo che ci sembra lungo miliardi di anni può durare soltanto un secondo, in un'altra prospettiva. In più, un immenso periodo di tempo che si estende dalla nascita del mondo alla sua fine può non durare nemmeno un secondo, ma appena un istante, in un'altra dimensione.
Questa è la vera essenza del concetto di destino - un concetto che non è ben compreso dalla maggioranza delle persone, specialmente dai materialisti, che lo negano completamente. Il destino è la perfetta conoscenza, da parte di Allah, di tutti gli eventi passati o futuri. La maggioranza della gente si chiede come Allah possa già conoscere degli eventi che non sono ancora accaduti, e ciò li porta a non riuscire a comprendere l'autenticità del destino. Tuttavia, "i fatti non ancora avvenuti" sono tali soltanto per noi. Allah non è vincolato dal tempo o dallo spazio, poiché Egli stesso li ha creati. Per questo motivo, il passato, il futuro e il presente sono la stessa cosa per Allah; per Lui ogni cosa ha già avuto luogo ed è già finita.
In The Universe and Dr. Einstein, Lincoln Barnett spiega come la Teoria della Relatività Generale porti a questa conclusione. Secondo Barnett, l'universo può essere "compreso nella sua intera grandezza solo da un intelletto cosmico".36 la volontà che Barnett chiama "l'intelletto cosmico" è la saggezza e la conoscenza di Allah, Che regna sull'intero universo. Proprio come noi possiamo facilmente osservare l'inizio, il periodo intermedio e la fine di un regno, e tutto ciò che vi sta in mezzo, come un tutto unico, Allah conosce il tempo al quale siamo assoggettati come se fosse un singolo momento, dall'inizio alla fine. Le persone, tuttavia, subiscono gli incidenti soltanto quando giunge il loro momento, ed essi vanno incontro al destino che Allah ha creato per loro.
È importante anche prestare attenzione alla superficialità della distorta capacità di comprensione del destino diffusa nella nostra società. Questa credenza distorta del destino è una superstizione secondo la quale Allah ha determinato un "destino" per ogni uomo, ma che questi destini possano, a volte, essere cambiati dalle persone. Ad esempio, le persone fanno dichiarazioni superficiali a proposito di un paziente che era in punto di morte e si riprende, come "ha sconfitto il suo destino". Nessuno è in grado di cambiare il proprio destino. La persona che si è ripresa dopo essere stata in punto di morte, non è morta esattamente perché non era destinata a morire in quel momento. Ironicamente, è il destino di quelle persone che si ingannano dicendo "Ho sconfitto il mio destino" che dovrebbe dire ciò, e mantenere un tale atteggiamento.
Il destino è l'eterna conoscenza di Allah e per Allah, che conosce il tempo come un solo momento, e Che impera sull'intero tempo e spazio; ogni cosa è determinata e finita nel destino. Noi comprendiamo anche, da ciò che Egli narra nel Corano, che il tempo è uno per Allah: alcuni incidenti che ci sembrano accadere nel futuro sono narrati nel Corano come se avessero avuto luogo molto tempo prima. Ad esempio, i versetti che descrivono il conto che le persone devono rendere ad Allah nell'aldilà sono narrati come fatti che sono successi molto tempo fa (si riporta il testo nella versione inglese, e la si lascia invariata, poiché, a livello di modi dei verbi. La traduzione in lingua italiana è al presente, e non al passato, n. d. t.):
And the trumpet is blown, and all who are in the heavens and all who are in the earth swoon away, save him whom Allah wills. Then it is blown a second time, and behold them standing waiting! And the earth shone with the light of her Lord, and the Book is set up, and the prophets and the witnesses are brought, and it is judged between them with truth, and they are not wronged. And those who disbelieve are driven unto hell in troops.: And those who feared their Lord are driven unto the Garden in troops" (Surat az-Zumar: 68-73)
Alcuni altri versetti sull'argomento sono:
And every soul came, along with it a driver and a witness. (Surat al-Qaf: 21)
And the heaven is cloven asunder, so that on that day it is frail. (Surat al-Haqqah: 16)
And because they were patient and constant, He rewarded them with a Garden and (garments of) silk. Reclining in the (Garden) on raised thrones, they saw there neither the sun's (excessive heat) nor excessive cold. (Surat al-Insan: 12-13)
And Hell is placed in full view for (all) to see. (Surat an-Nazi'at: 36)
But on this Day the believers laugh at the unbelievers (Surat al-Mutaffifin: 34)
And the Sinful saw the Fire and apprehended that they have to fall therein: no means did they find to turn away therefrom. (Surat al-Kahf: 53)
Come si può notare, eventi che avranno luogo dopo la nostra morte (dal nostro punto di vista) sono narrati nel Corano come eventi del passato già vissuti. Allah non è legato alla sequenza temporale nella quale siamo confinati. Allah ha voluto queste cose nell'assenza di tempo: la gente le ha già fatte e tutti questi esempi sono stati vissuti, e sono terminati. Egli informa, nel verso seguente, che ogni evento, grande o piccolo, è noto ad Allah ed annotato in un libro:
In qualunque situazione ti trovi, qualunque brano del Corano reciti e qualunque cosa facciate, Noi siamo testimoni al momento stesso in cui la fate. Al tuo Signore non sfugge neanche il peso di un atomo sulla terra o nel cielo; non c'è cosa alcuna più piccola o più grande di ciò, che non sia [registrata] in un Libro esplicito (Surat Yunus: 61)
La preoccupazione dei materialisti
I temi discussi in questo capitolo, cioè la verità di fondo della materia, l'assenza del tempo e dello spazio, senz'altro sono estremamente chiari. Come detto in precedenza, questi non sono assolutamente un tipo di filosofia o un modo di pensare, ma risultati scientifici che è impossibile negare. In aggiunta al suo essere una realtà tecnica, l'evidenza non ammette alternative razionali e logiche su questo punto: l'universo è un'entità illusoria, insieme a tutta la materia che lo compone e le creature che in esso vivono. È un insieme di percezioni.
I materialisti se la vedono brutta, a comprendere questo fatto. Ad esempio, se ritorniamo all'esempio dell'autobus di Politzer: anche se Politzer, tecnicamente, sapeva di non poter trascendere dalle proprie percezioni, poteva ammetterlo soltanto in certi casi. Cioè, per Politzer, gli avvenimenti hanno luogo nel cervello fino all'incidente del bus, ma appena il bus si schianta, le cose escono dal cervello ed ottengono una realtà fisica. Il difetto logico di questo concetto è molto chiaro. Politzer ha commesso lo stesso errore del materialista Johnson, che ha detto: "Colpisco la pietra, il mio piede prende un colpo, perciò esso esiste". Politzer non riusciva a capire che lo shock subito dopo l'impatto dell'autobus fosse soltanto, anch'esso, una percezione.
La ragione subliminale per la quale i materialisti non riescono a capire questo concetto è la loro paura di ciò a cui andranno incontro quando lo comprenderanno. Lincoln Barnett ci dice che alcuni scienziati "distinsero" questo fatto:
Insieme alla riduzione della realtà obiettiva, da parte dei filosofi, ad un mondo-ombra di percezioni, gli scienziati sono divenuti consapevoli dell'allarmante limitatezza dei sensi umani.37
Ogni riferimento effettuato al fatto che la materia ed il tempo siano percezioni solleva una grande paura nel materialista, poiché queste sono le sole nozioni sulle quali egli fa affidamento in quanto esseri assoluti. Egli, in un certo senso, li prende come idoli da adorare; poiché pensa che la materia ed il tempo (attraverso l'evoluzione) lo abbiano creato.
Quando avverte che l'universo nel quale pensa di vivere, il mondo, il suo stesso corpo, le altre persone, gli altri filosofi materialisti dalle cui idee è stato influenzato, e, in breve, ogni cosa, è una percezione, si sente completamente sopraffatto dall'orrore. Ogni cosa da cui dipende, in cui crede, e a cui ricorre sparisce improvvisamente. Egli prova un assaggio della disperazione che proverà davvero nel Giorno del Giudizio, come è descritto nel versetto: "In quel Giorno offriranno a Allah la loro sottomissione e le loro invenzioni li abbandoneranno" (Surat an-Nahl: 87)
Da allora in poi, questo materialista cerca di convincersi della realtà della materia, e prepara "le prove" a questo scopo. Dà un pugno nel muro, tira calci alle pietre, grida, urla, ma non può mai fuggire dalla realtà.
Proprio come essi vogliono allontanare questa realtà dalle loro menti, vogliono che anche l'altra gente la scarti. Sono anche consapevoli che se la gente comune conoscesse la vera natura della materia, la natura primitiva della loro stessa filosofia e l'ignoranza della loro visione del mondo sarebbero denudate, e tutti potrebbero vederle, e non rimarrebbe alcun margine sul quale essi potrebbero fondare le proprie idee. Queste paure costituiscono le motivazioni per le quali essi sono così disturbati dai fatti qui narrati.
Allah dichiara che le paure dei non credenti saranno intensificate nell'aldilà. Nel Giorno del Giudizio, ci si rivolgerà loro così:
Nel Giorno in cui li raduneremo tutti, diremo ai politeisti: "Dove sono gli associati che supponevate?" (Surat al-An'am: 22).
Dopo di ciò, i non credenti vedranno i loro averi, i figli ed i parenti stretti, che credevano essere reali ed avevano ascritto da Allah come associati, abbandonarli e svanire. Allah ci informa di questo nel versetto: "Guarda come si smentiscono! Come le loro calunnie li abbandoneranno!" (Surat al-An'am: 24).
Il tornaconto dei credenti
Mentre il fatto che la materia ed il tempo siano percezioni allarma i materialisti, ai credenti accade il contrario. Le persone di fede diventano molto felici quando percepiscono il segreto che sta al di là della materia, poiché questa realtà è la chiave di tutti gli interrogativi. Con questa chiave, sono svelati tutti i segreti. Si giunge facilmente a comprendere molte cose che, precedentemente, si faceva fatica a capire.
Come è stato detto prima, le domande sulla morte, il paradiso, l'inferno, l'aldilà, cambiano angolazione, e domande quali "Dove è Allah?" "Cosa c'era prima di Allah?" "Chi ha creato Allah?" "Quanto durerà la nostra vita nella tomba?" "Dove sono il paradiso e l'inferno?" e "Dove si trovano, ora, il paradiso e l'inferno?" ricevono facilmente una risposta. Si comprenderà con quale tipo di ordine Allah ha creato dal nulla l'intero universo, al punto che, con questo segreto, le domande "quando?" e "dove?" diventano prive di significato, poiché non restano più il tempo e lo spazio. Quando si comprende la mancanza di spazio, si comprenderà che l'inferno, il paradiso e la terra sono, in realtà, lo stesso luogo. Se si comprende la mancanza di tempo, si capirà che ogni cosa ha luogo in un singolo momento: nulla si attende, poiché il tempo non fluisce, e perché ogni cosa è già avvenuta ed è già terminata.
Con questo segreto svelato, il mondo, per un credente, diventa come il paradiso. Tutte le penose angosce materiali, le ansie e le paure svaniscono. La persona capisce che l'intero universo ha un unico Sovrano, che Egli cambia l'intero mondo fisico come Egli vuole, e tutto ciò che bisogna fare è rivolgersi a Lui. Poi, l'individuo si sottomette interamente ad Allah per essere "consacrato a lui" (Surat Ali 'Imran: 35).
Comprendere questo segreto è il maggiore beneficio del mondo.
Con questo segreto, viene svelata anche una realtà molto importante menzionata nel Corano: "Allah è più vicino all'uomo della sua vena giugulare" (Surat Qaf: 16). Come tutti sanno, la vena giugulare si trova all'interno del corpo. Cosa può essere più vicino ad una persona che il suo interno? Questa situazione si può spiegare facilmente con la realtà della mancanza di spazio. Questo versetto può essere inteso molto meglio comprendendo questo segreto.
Questa è la pura verità. Dovrebbe essere ben chiaro che, per l'uomo, non c'è altro ausilio o fonte d'aiuto oltre ad Allah. Non c'è nulla tranne Allah; Egli è il solo essere assoluto nel Quale si può cercare rifugio, a Cui ci si può appellare per chiedere aiuto, e su cui contare per ottenere una ricompensa.
Dovunque ci volgiamo, lì c'è la presenza di Allah.
 

Il segreto al di là della materia

IL CROLLO DEL DARWINISMO E LA REALTÀ DELLA CREAZIONE

L'Islam denuncia il terrorismo

IL CROLLO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE

Selected parts from (10 Works in Total)

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

(Estratto dall’intervista ad Adnan Oktar su harunyahya.tv 6 Agosto 2010)

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

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(Estratto dell'intervista in diretta di S. Adnan Oktar, Kral Karadeniz TV e Asu TV, 4 gennaio 2010)

Affermando che il Profeta Gesù (pbsl) è il figlio di Allah, i cristiani inducono milioni di persone a diventare irreligiose.

AFFERMANDO CHE IL PROFETA GESÙ (PSL) È IL FIGLIO DI ALLAH, I CRISTIANI INDUCONO MILIONI DI PERSONE A DIVENTARE IRRELIGIOSE

(Estratto dell’intervista al Sig. Adnan Oktar, CayTVMarasAksu del 10 dicembre 2009 )

L'effetto negativo del Darwinismo sull'economia

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Estratto dall’intervista Dem Tv e Tempo Tv di Adnan Oktar il 18 dicembre 2009

Hazrat Mahdi (pbsl) è esperto della conoscenza nascosta (ilm al-ladun)

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(Da intervista di S. Adnan Oktar in AdiyamanAsu del 5 aprile 2010)

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell'Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell’Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti.

Da intervista di S. Adnan Oktar in TV Gaziantep Olay del 13 aprile 2010

Iran aspetta il Mahdi (as)

Estratto dall'intervista Tv Kocaeli e Tv Tempo di Adnan Oktar il settembre 18, 2009

Se non si insegna la religione l'anima di quei bambini rimarra nel vuoto. La religione è la sostanza dell'anima.

Citazione di Adnan Oktar dall'intervista TV DEM e Tv Tempo il dicembre 18, 2009

Il capitalismo è stato fondato sul Darwinismo. Ogni ideologia ufficiale di stato è l'ideologia del Darwinismo.

Estratto dall’intervista TV DEM e TV Tempo di Adnan Oktar il 13 novembre 2009

Se una persona dice: “ho fatto qualcose”, questo è politeismo. Quello che dovrebbe dire è: “Dio l'ha fatto per mezzo di me”.

Quotazione dall'intervista di Adnan Oktar il 2 febbraio 2010