Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

CONSIGLIO - LA VERA ESSENZA DELLA MATERIA

Il capitolo che stai per leggere rivela un segreto fondamentale della tua vita. Dovresti leggerlo per intero e con molta attenzione, poiché esso riguarda un argomento che è in grado di produrre dei cambiamenti sostanziali alla tua prospettiva sul mondo esterno. L'argomento di questo capitolo non è soltanto un punto di vista, un approccio differente, o un pensiero tradizionale o filosofico: è un fatto che ognuno, credente o non credente, deve ammettere, e che oggi è stato confermato anche dalla scienza.
LA VERA ESSENZA DELLA MATERIA
Le persone che meditano in modo coscienzioso e saggio comprendono che ogni cosa, nell'universo - animata ed inanimata - deve essere stata creata. La domanda è: "Chi è il Creatore di tutte queste cose?"
È evidente che "il fatto della creazione", che si rivela in ogni aspetto dell'universo, non può essere l'effetto dell'universo stesso. Ad esempio, una cimice non può essersi creata da sola. Il sistema solare non può essersi creato od organizzato. Né le piante, né gli uomini, né i batteri, né gli eritrociti (i globuli rossi del sangue), né le farfalle possono aver creato se stessi. Anche la possibilità che tutti questi esseri possano aver avuto origine "per caso " non è nemmeno immaginabile.
Di conseguenza, noi arriviamo alla seguente conclusione: ogni cosa che vediamo è stata creata, ma nulla di ciò che vediamo può esso stesso essere il "creatore". Il Creatore è diverso da tutte le cose che vediamo con i nostri occhi, e superiore ad esse, un potere superiore che è invisibile, ma la cui esistenza ed i cui attributi sono rivelati in ogni cosa che esiste.
Questo è il punto in cui quelli che negano l'esistenza di Allah fanno obiezione. Questa gente è condizionata a non credere nella Sua esistenza a meno che non Lo veda con i propri occhi. Queste persone, che trascurano il fatto della "creazione", sono costrette ad ignorare la realtà della "creazione" manifesta in tutto l'universo, e cercano di dimostrare che l'universo e gli esseri viventi in esso presenti non sono stati creati. La teoria dell'evoluzione è un esempio sostanziale degli sforzi compiuti a questo fine.
L'errore fondamentale di coloro che negano Allah è condiviso da alcune persone che non negano veramente l'esistenza di Allah, ma hanno una percezione errata di Lui. Essi non negano la creazione, ma hanno delle fedi superstiziose riguardanti il "dove" sia Allah. La maggior parte di loro pensa che Allah sia nel "cielo". Essi immaginano, tacitamente ed erroneamente, che Allah al di là di un pianeta molto distante ed interferisca con "le cose del mondo" una volta ogni tanto, o forse non intervenga affatto. Fantasticano che Egli abbia creato l'universo e lo abbia poi abbandonato in balia di se stesso, lasciando che la gente determinasse da sola il proprio destino.
Altri ancora hanno sentito dire che Allah è "ovunque", come il Corano ci informa, ma non possono concepire esattamente che cosa ciò significhi. Essi pensano che Allah circondi ogni cosa, come le onde radio o come un gas invisibile ed inconsistente.
Comunque, queste ed altre credenze che sono incapaci di chiarire "dove" sia Allah (e forse, per questo, Lo negano) sono basate tutte su un errore comune. Esse sono tutte prevenute, senza alcuna base, e perciò sono indotte verso opinioni errate su Allah. Qual è questo preconcetto?
Questo pregiudizio riguarda la natura e le caratteristiche della materia. Noi siamo talmente condizionati nelle nostre supposizioni riguardanti l'esistenza della materia da non pensare mai se essa esista o no, o se sia soltanto un'ombra. La scienza moderna demolisce questo pregiudizio, e rende pubblica una realtà molto importante e rivelatoria. Nelle pagine seguenti cercheremo di chiarire questa grande realtà sottolineata dal Corano.
Il mondo dei segnali elettrici
Tutte le informazioni che abbiamo a proposito del mondo nel quale viviamo ci sono trasmesse attraverso i cinque sensi. Il mondo che conosciamo consiste di ciò che i nostri occhi vedono, le nostre mani sentono, i nostri nasi odorano, le nostre lingue assaporano, e le nostre orecchie odono. Noi non pensiamo mai che il mondo "esterno" possa essere qualcosa di diverso da ciò che i nostri sensi ci presentano, dal momento che noi dipendiamo da questi sensi fin dal momento della nascita.
La ricerca attuale in molti campi diversi della scienza punta verso una comprensione differente, e crea un serio dubbio riguardante i nostri sensi, e sul mondo che percepiamo tramite essi.
Il punto di partenza di questo approccio è che la nozione di un "mondo esterno" foggiata nel nostro cervello sia soltanto una risposta creata in esso dai segnali elettrici. Il fatto che le mele siano rosse, la durezza del legno e, inoltre, tua madre, tuo padre, la tua famiglia, ed ogni cosa che possiedi, la tua casa, il lavoro, e le righe di questo libro, consistono soltanto di segnali elettrici.
Frederick Vester spiega il punto che la scienza ha raggiunto, su questo argomento:
Le dichiarazioni di alcuni scienziati che propongono che "l'uomo è un'immagine, qualsiasi cosa di cui si ha esperienza è temporanea ed ingannevole, e questo universo è un'ombra", sembra essere dimostrato al giorno d'oggi.14
Il famoso filosofo George Berkeley commentò quanto segue su questo argomento:
Noi crediamo nell'esistenza degli oggetti solo perché li vediamo e li tocchiamo, ed essi ci sono trasmessi dalle nostre percezioni. Tuttavia, le percezioni sono soltanto idee nella nostra mente. Perciò, gli oggetti che captiamo tramite le percezioni non sono altro che idee, e queste idee non sono essenzialmente in nessun altro luogo che nella nostra mente. dato che esistono soltanto nella nostra mente, ciò significa che noi siamo affascinati da menzogne, quando immaginiamo che l'universo e le cose abbiano un'esistenza al di fuori dalla mente. Perciò, nessuna di queste cose che ci circondano ha un'esistenza al di fuori nel nostro cervello.15
Allo scopo di fare chiarezza su questo argomento, lasciateci prendere in considerazione il senso della vista, che ci fornisce le più ampie informazioni sul mondo esterno.
Come vediamo, sentiamo, e gustiamo?
L'atto del vedere si realizza progressivamente. Gli ammassi di luce (i fotoni) viaggiano dall'oggetto all'occhio e passano attraverso le lenti alla parte anteriore dell'occhio, dove sono riflessi e ricadono, invertiti, sulla retina, nella parte posteriore dell'occhio. Qui, la luce viene convertita in segnali elettrici, che sono trasmessi dai neuroni ad un piccolissimo punto chiamato centro della visione, nella parte posteriore del cervello. Questo segnale elettrico è percepito come un'immagine in questo centro del cervello, dopo una serie di processi. L'atto del vedere, in realtà, ha luogo in questo piccolo spazio nella parte posteriore del cervello, che si trova nella completa oscurità e completamente isolato dalla luce.
Ora, lasciateci riconsiderare questo fatto apparentemente ordinario e comune. Quando diciamo, "noi vediamo", in realtà noi stiamo osservando gli effetti di impulsi che hanno raggiunto i nostri occhi e sono stati indotti nel cervello, dopo essere stati trasformati in segnali elettrici. Cioè, quando diciamo, "noi vediamo", in realtà stiamo osservando i segnali elettrici della nostra mente.
Tutte le immagini che osserviamo nella vita si formano nel nostro centro della visione, che comprende soltanto alcuni centimetri cubici del volume del cervello. Sia il libro che stai leggendo ora, sia il panorama sconfinato che vedi quando guardi l'orizzonte trovano posto in questo piccolo spazio. Un altro punto che bisogna tenere a mente è che, come abbiamo evidenziato in precedenza, il cervello è isolato dalla luce; il suo interno è assolutamente buio. Il cervello non ha alcun contatto con la luce in se stessa.
Possiamo spiegare questa interessante situazione con un esempio. Supponiamo che davanti a noi ci sia una candela accesa. Possiamo sedere di fronte a questa candela e guardarla a lungo. Tuttavia, in questo periodo, il nostro cervello non ha mai nessun contatto diretto con la luce originale della candela. Anche se vediamo la luce della candela, l'interno del nostro cervello è completamente buio. Noi vediamo un mondo colorato e brillante nel nostro cervello privo di luce.
R. L. Gregory dà la seguente spiegazione sugli aspetti miracolosi della vista, qualcosa che abbiamo dato così tanto per scontato:
Abbiamo così tanta familiarità con la vista, che serve una sforzo dell'immaginazione per realizzare che ci sono dei problemi da risolvere. Ma valutiamoli. Ci sono fornite delle piccole immagini capovolte negli occhi, e noi vediamo degli oggetti solidi e distinti nello spazio che ci circonda. Dai modelli di simulazione sulla retina percepiamo il mondo degli oggetti, e questo non è altro che un miracolo.16
La stessa situazione si applica a tutti gli altri sensi. Il suono, il tatto, il gusto e l'odorato vengono tutti trasmessi al cervello come segnali elettrici, e sono percepiti nel relativo centro del cervello.
Il senso dell'udito funziona in modo simile a quello della vista. L'orecchio esterno cattura i suoni tramite il padiglione auricolare e li dirige all'orecchio medio. L'orecchio medio trasmette le vibrazioni sonore all'orecchio interno e le intensifica. L'orecchio interno traduce le vibrazioni in segnali elettrici, che invia al cervello. Come nel caso dell'occhio, l'atto di udire avviene nel centro dell'udito del cervello. Il cervello è isolato dal suono come lo è dalla luce. Di conseguenza non importa quanto rumore c'è fuori, l'interno del cervello è del tutto silenzioso.
Tuttavia, nel cervello vengono percepiti anche i suoni più lievi. Il cervello è così preciso che l'orecchio di una persona sana ode qualsiasi cosa, in assenza di rumore atmosferico e di interferenze. Nel tuo cervello, che è isolato dal suono, ascolti le sinfonie di un'orchestra, senti tutti i rumori di un luogo affollato, e percepisci tutti i suoni con un'ampia gamma di frequenze, dal frusciare delle foglie al rombo di un jet. Tuttavia, se il livello del suono nel tuo cervello fosse misurato, in quel momento, da un dispositivo sensibile, si vedrebbe che vi domina il completo silenzio.
La nostra percezione dell'odore si forma in modo simile. Le molecole volatili emesse da cose quali la vaniglia o una rosa raggiungono i recettori nei peli delicati della regione epiteliale e vengono coinvolti in un'interazione. Questa interazione viene trasmessa al cervello sotto forma di segnali elettrici, e percepita come odore. Ogni cosa che odoriamo, sia essa piacevole o sgradevole, non è altro che la percezione, da parte del nostro cervello, delle interazioni delle molecole volatili, dopo che queste sono state trasformate in segnali elettrici. Percepisci la fragranza di un profumo, di un fiore, di un cibo che ti piace, del mare, o altri odori che ti piacciono o meno, nel tuo cervello. Le molecole, di per se stesse, non raggiungono mai il cervello. Proprio come nel caso del suono e della visione, ciò che raggiunge il tuo cervello sono semplicemente dei segnali elettrici. Altre parole, tutti gli odori che hai creduto - da quando sei nato - appartenessero ad oggetti esterni sono soltanto segnali elettrici che avverti attraverso i tuoi organi di senso.
In modo simile, ci sono quattro tipo diversi di recettori chimici nella parte anteriore della lingua dell'uomo. Questi riguardano i quattro gusti: salato, dolce, acido, e amaro. I nostri recettori trasformano queste percezioni in segnali elettrici attraverso una catena di processi chimici, e li trasmettono al cervello. Questi segnali sono percepiti come gusto dal cervello. Il gusto che avverti quando mangi una barretta di cioccolato o un frutto che ti piace è l'interpretazione dei segnali elettrici da parte del cervello. Tu non puoi mai raggiungere l'oggetto nel mondo esterno; non puoi mai vedere, odorare o gustare il cioccolato in se stesso. Ad esempio, se i nervi del gusto che viaggiano verso il cervello vengono recisi, il gusto delle cosa che mangi non raggiungerà il tuo cervello; perderai completamente il senso del gusto.
A questo punto, ci imbattiamo in un altro fatto: noi non possiamo mai essere sicuri che ciò che percepiamo quando assaggiamo un cibo, e ciò che un'altra persona percepisce quando assaggia lo stesso cibo; o ciò che sentiamo quando udiamo una voce, e ciò che un'altra persona sente quando ode la stessa voce siano la stessa cosa. Lincoln Barnett dice che nessuno può sapere se una persona percepisce il colore rosso o la nota DO nello stesso modo in cui li percepisce lei stessa.17
Il nostro senso del tatto non è differente dagli altri. Quando tocchiamo un oggetto, tutte le informazioni che ci aiutano a riconoscere il mondo esterno e gli oggetti vengono trasmessi al cervello dai nervi di senso della pelle. La sensazione del toccare si forma nel nostro cervello. Contrariamente a quanto in genere si crede, il luogo dove noi percepiamo il senso del tatto non è nei polpastrelli delle dita o sulla pelle, ma il centro della percezione del tatto nel nostro cervello. A causa dell'interpretazione ad opera del cervello degli stimoli elettrici che giungono ad esso dagli oggetti, noi percepiamo questi oggetti differentemente a seconda che essi siano duri o morbidi, caldi o freddi. Noi deduciamo tutti i dettagli che ci aiutano a riconoscere un oggetto da un altro da questi stimoli. A questo riguardo, i pensieri di due filosofi famosi, B. Russell e L. Wittgenstein, sono i seguenti:
Ad esempio, se un limone esiste veramente o meno, e come esso possa essere giunto all'esistenza, è una cosa che non può essere esaminata ed investigata. Un limone consiste unicamente di un gusto percepito da una lingua, un odore sentito dal naso, un colore ed una forma captati dall'occhio; e soltanto queste caratteristiche di esso possono essere oggetto di esame e di accertamento. La scienza non può mai conoscere il mondo fisico.18
È impossibile, per noi, raggiungere il mondo fisico. Tutti gli oggetti intorno a noi sono un insieme di percezioni come la vista, l'udito ed il tatto. Elaborando i dati nel centro della visione ed in altri centri sensoriali, il nostro cervello, per tutta la nostra vita, non si confronta con l'"originale" della materia esistente al di fuori di noi, ma piuttosto con la copia che si forma all'interno del nostro cervello. È a questo punto che noi diveniamo sviati, presumendo che queste copie siano casi della materia reale che sta fuori di noi.
"Il mondo esterno" dentro il nostro cervello
Dai fatti fisici fin qui descritti, potremmo concludere quanto segue. Ogni cosa che vediamo, tocchiamo, udiamo e percepiamo come "materia", "il mondo" o "l'universo" sono soltanto segnali elettrici che si verificano nel nostro cervello.
Chi mangia un frutto non si confronta con il frutto vero, ma con la sua percezione nel cervello. L'oggetto che la persona considera un "frutto", in realtà, consiste di impressioni elettriche relative alla forma, al gusto, all'odore, alla consistenza del frutto, nel suo cervello. Se i nervi visivi che arrivano al cervello dovessero essere, all'improvviso, seriamente danneggiati, l'immagine del frutto scomparirebbe all'istante. Una disconnessione nel nervo che va dai recettori nasali al cervello interromperebbe completamente il senso dell'odorato. Detto in modo semplice, il frutto non è altro che l'interpretazione, da parte del cervello, dei segnali elettrici.
Un altro punto che deve essere preso in considerazione è il senso della distanza. La distanza, ad esempio la distanza tra te e questo libro, è soltanto una sensazione di spazio che si è formata nel tuo cervello. Anche gli oggetti che sembrano essere distanti secondo l'opinione di una persona, esistono nel cervello. Ad esempio, qualcuno che guardi le stelle nel cielo presume che esse siano distanti milioni di anni-luce da lui. In realtà, ciò che lui "vede" sono le stelle che sono dentro di lui, nel suo centro della visione. Mentre leggi queste righe, in realtà, non sei dentro alla stanza in cui pensi di essere; al contrario, è la stanza che è dentro di te. Il tuo vedere il tuo corpo ti fa pensare di trovarti all'interno di esso. Comunque, devi ricordare che anche il tuo corpo è un'immagine formata nel tuo cervello.
Lo stesso si applica a tutte le altre tue percezioni. Ad esempio, quando pensi di udire il suono della televisione nella camera accanto, in realtà stai avvertendo il suono all'interno del tuo cervello. Tu non puoi dimostrare né che esiste una stanza accanto alla tua, né che dalla televisione in quella stanza proviene un suono. Sia il suono che tu pensi provenga dalla distanza di qualche metro, sia la conversazione di una persona proprio vicino a te sono percepiti nel centro dell'udito, pochi centimetri quadrati del tuo cervello. Al di fuori di questo centro della percezione, non esistono concetti quali destra, sinistra, davanti o dietro. Cioè, il suono non proviene da destra, da sinistra o dall'alto; non c'è una direzione dalla quale proviene il suono.
Gli odori che tu senti sono simili; nessuno di essi ti raggiunge da una grande distanza. Tu pensi che gli effetti finali formatisi nel tuo centro dell'odorato siano gli odori degli oggetti nel mondo esterno. Comunque, proprio come l'immagine di una rosa è nel tuo centro della visione, così l'odore della rosa è nel tuo centro dell'olfatto; nel mondo esterno, non c'è né la rosa né il relativo odore.
Il "mondo esterno" presentatoci dalle nostre percezioni è soltanto una collezione di segnali elettrici che raggiungono il nostro cervello. Durante le nostre vite, i nostri cervelli elaborano questi segnali, e noi viviamo senza riconoscere di essere in errore, quando pensiamo che queste siano le versioni originali delle cose che esistono nel "mondo esterno". Siamo sviati perché non possiamo mai raggiungere la materia in se stessa per mezzo dei nostri sensi.
Inoltre, di nuovo i nostri cervelli interpretano ed attribuiscono un significato a segnali che consideriamo essere il "mondo esterno". Ad esempio, lasciateci considerare il senso dell'udito. Il nostro cervello trasforma le onde sonore del "mondo esterno" in una sinfonia. Che è come dire, anche la musica è una percezione creata dal nostro cervello. Allo stesso modo, quando vediamo i colori, ciò che raggiunge i nostri occhi sono unicamente segnali elettrici di differente lunghezza d'onda. Di nuovo, il nostro cervello trasforma questi segnali in colori. Non ci sono colori nel "mondo esterno". La mela non è rossa, né il cielo è azzurro, né gli alberi verdi. Essi sono come sono soltanto perché noi è così che li percepiamo. Il "mondo esterno" dipende completamente da colui che lo percepisce.
Anche il più piccolo difetto nella retina dell'occhio causa la cecità ai colori. Alcune persone percepiscono il blu come verde, alcune il rosso come blu, ed alcune tutti i colori come differenti toni di grigio. A questo punto, non importa se l'oggetto, esternamente, è colorato o no.
Anche l'importante pensatore Berkeley fece riferimento a questo fatto:
All'inizio, si credeva che colori, odori, ecc., "esistessero realmente", ma in seguito si rinunciò a tali opinioni, e si vide che essi esistono soltanto dipendendo dalle nostre sensazioni.19
In conclusione, la ragione per cui noi vediamo gli oggetti colorati non è perché essi siano colorati, o perché essi abbiano un'esistenza materiale indipendente al di fuori di noi. La verità sulla materia è piuttosto che tutte le qualità che noi scriviamo agli oggetti sono dentro di noi, e non nel "mondo esterno".
Quindi, che rimane del "mondo esterno"?
L'esistenza del "mondo esterno" è indispensabile?
Fino a qui, abbiamo parlato ripetutamente di un "mondo esterno" e di un mondo di percezioni formatosi nel nostro cervello, l'ultima delle quali è ciò che vediamo. Tuttavia, dal momento che noi non possiamo mai raggiungere veramente il "mondo esterno", come possiamo essere sicuri che un tale mondo esista?
In realtà non possiamo. Poiché ogni oggetto è soltanto un insieme di percezioni, e queste percezioni esistono solo nella mente, è più preciso dire che il solo mondo che esiste veramente è il mondo delle percezioni. L'unico mondo che conosciamo è il mondo che esiste nella nostra mente: quello che è qui progettato, registrato, e reso vivido; in breve, quello che è creato all'interno della nostra mente. Questo è il solo mondo del quale possiamo essere certi.
Non possiamo dimostrare che le percezioni che osserviamo nel nostro cervello abbiano dei corrispondenti materiali. Queste percezioni potrebbero - è immaginabile - provenire da una fonte "artificiale".
È possibile osservare questo. I falsi stimoli possono produrre un "mondo materiale" totalmente immaginario nel nostro cervello. Ad esempio, lasciateci immaginare uno strumento di registrazione molto sviluppato nel quale possano essere registrati tutti i tipi di segnali elettrici. Primo, lasciateci trasmettere tutti i dati relativi ad una situazione (compresa l'immagine corporea) a questo strumento, trasformandoli in segnali elettrici. Infine, lasciateci collegare lo strumento di registrazione al cervello, con degli elettrodi che funzioneranno come i nervi e manderanno al cervello i dati pre-registrati. In questo stato, ti percepiresti vivere in questa situazione creata artificialmente. Ad esempio, potresti facilmente credere di star guidando velocemente sull'autostrada. Non sarà mai possibile capire che tu non consisti di altro che del tuo cervello. Ciò perché quello che serve a formare un mondo, nel tuo cervello, non è l'esistenza di un mondo reale, ma piuttosto gli stimoli. È perfettamente possibile che questi stimoli possano provenire da una fonte artificiale, come ad esempio un registratore di nastri.
A tale riguardo, l'illustre filosofo Bertrand Russell scrisse:
Riguardo al senso del tatto, quando noi premiamo sul tavolo con le dita, quello è un disturbo elettrico agli elettroni ed ai protoni della punta delle dita, prodotto, secondo la fisica moderna, dalla prossimità degli elettroni e dei protoni del tavolo. Se lo stesso disturbo alla punta delle dita insorgesse in un altro modo, avremmo le sensazioni, nonostante non ci sia alcun tavolo.20
Indubbiamente è molto facile, per noi, essere ingannati fino a credere che le percezioni, senza un corrispondente materiale, siano reali. Spesso viviamo questa sensazione nei sogni, nei quali abbiamo esperienza di fatti, vediamo persone, oggetti e situazioni che sembrano totalmente reali. Tuttavia, essi non sono altro che semplici percezioni. Non c'è alcuna differenza di base tra il sogno ed il "mondo reale"; di entrambi si fa esperienza nel cervello.
Chi è colui che percepisce?
Come abbiamo detto fino a qui, non c'è dubbio che il mondo in cui noi pensiamo di abitare e che chiamiamo il "mondo esterno" sia percepito all'interno del nostro cervello. Tuttavia, qui sorge una domanda di primaria importanza. Se tutti gli eventi fisici che conosciamo sono, intrinsecamente, delle percezioni, che ne pensate del nostro cervello? Dal momento che i nostri cervelli fanno parte del mondo fisico, proprio come le braccia, le gambe, o qualsiasi altro oggetti, anch'esso deve essere una percezione, proprio come tutti gli altri oggetti.
Un esempio riguardante i sogni chiarirà ulteriormente l'argomento. Lasciateci pensare che noi vediamo il sogno nel nostro cervello, secondo quanto è stato detto fino ad ora. Nel sogno, avremo un corpo immaginario, un braccio immaginario, un occhio immaginario, ed un cervello immaginario. Se durante il nostro sogno ci venisse chiesto: "Dove vedi?", risponderemmo: "Vedo nel mio cervello". Tuttavia, in realtà non c'è alcun cervello di cui parlare, ma una testa immaginaria ed un cervello immaginario. Colui che vede le immagini non è il cervello immaginario del sogno, ma un "essere" che è di gran lunga "superiore" ad esso.
Sappiamo che non esiste alcuna distinzione fisica tra la situazione di un sogno e quella che noi chiamiamo la vita reale. Quindi, quando, nella situazione che noi chiamiamo vita reale, ci viene posta la già menzionata domanda "Dove vedi?", rispondere "nel mio cervello" non avrebbe un senso, come nell'esempio di cui sopra. In entrambe le condizioni, l'entità che vede e percepisce non è il cervello, che, dopo tutto, è solo un pezzo di carne.
Quando analizziamo il cervello, vediamo che in esso non c'è altro che molecole di lipidi e di proteine, che esistono anche in tutti gli altri organismi viventi. Ciò significa che, nel pezzo di carne che noi chiamiamo "cervello", non c'è nulla che osservi le immagini, che costituisca la coscienza, o che crei l'essere che noi chiamiamo "me".
R. L. Gregory si riferisce ad un errore che la gente fa a proposito della percezione delle immagini nel cervello:
C'è una tentazione, che dev'essere evitata, di dire che gli occhi producono immagini nel cervello. Un'immagine nel cervello suggerisce la necessità di un qualche genere di occhio interno per guardarla - ma ciò richiederebbe un ulteriore occhio per vedere la sua immagine. e così via di seguito, in una infinita serie di occhi e di immagini. Tutto questo è assurdo.21
È esattamente questo il punto che pone i materialisti, che credono che nulla, al di fuori della materia, sia reale, in un dilemma: a chi appartiene "l'occhio interno" che vede, che percepisce ciò che vede e reagisce?
Anche Karl Pribram si concentrò su questa importante domanda, riguardante chi sia colui che percepisce, nel mondo della scienza e della filosofia:
Dall'epoca dei Greci, i filosofi hanno riflettuto sul "deus ex machina", "l'omino nell'omino " ecc. Dov'è "Io", la persona che usa il suo cervello? Chi è che realizza l'atto del conoscere? Come diceva San Francesco di Assisi: "Ciò che cerchiamo è colui che vede".22
Ora, pensa a questo: il libro che hai in mano, la stanza in cui ti trovi, in breve, tutte le immagini di fronte a te si vedono nel tuo cervello. Sono gli atomi che vedono queste immagini? Ciechi, sordi, incoscienti atomi? Perché alcuni atomi hanno acquisito questa capacità, mentre altri no? I nostri atti del pensare, del comprendere, del ricordare, dell'essere deliziati, infelici, ed ogni altra cosa consistono delle reazioni elettrochimiche tra questi atomi?
Quando riflettiamo su queste domande, vediamo che non ha senso cercare la volontà negli atomi. È chiaro che l'essere che vede, ode, e percepisce è un essere sovra-materiale. Questo essere è "vivo", e non è né materia né un'immagine della materia. Questo essere si associa alle percezioni davanti a lui usando l'immagine del nostro corpo.
Questo essere è l'"anima".
L'aggregato di percezioni che chiamiamo "mondo materiale" è un sogno osservato da quest'anima. Proprio come i corpi che possediamo ed il mondo materiale che vediamo nei nostri sogni non hanno una realtà, l'universo che occupiamo e i corpi che possediamo non hanno una realtà materiale.
L'essere reale è l'anima. La materia consiste unicamente di percezioni osservate dall'anima. Gli esseri intelligenti che scrivono e leggono queste righe non sono cumuli di atomi e molecole, e le reazioni chimiche tra di essi, ma un'"anima".
Il vero Essere Assoluto
Tutti questi fatti ci portano faccia a faccia con una domanda molto significativa. Se la cosa che riconosciamo essere il mondo materiale consiste esclusivamente di percezioni osservate dalla nostra anima, allora qual è la fonte di queste percezioni?
Nel rispondere a questa domanda, dobbiamo considerare questo: la materia non ha un'esistenza autogovernantesi di per se stessa. Poiché la materia è percezione, è qualcosa di "artificiale". Cioè, questa percezione deve essere causata da un altro potere, il che significa che deve essere stata creata. Inoltre, questa creazione deve essere continua. Se non ci fosse una creazione continua e coerente, allora ciò che chiamiamo materia scomparirebbe ed andrebbe perduta. Questo fatto può essere simile ad una televisione, sulla quale un'immagine viene mostrata finché continua ad essere captato il segnale. Quindi, chi fa vedere alla nostra anima le stelle, la terra, le piante, le persone, i nostri corpi e tutto il resto che vediamo?
È molto evidente che ci sia un Creatore, Che ha creato l'intero universo materiale, cioè, l'insieme di percezioni, e continua la Sua creazione ininterrottamente. Questo Creatore ha una potenza ed una forza eterne.
Questo Creatore Si presenta a noi. Egli ha rivelato un libro, ed attraverso questo libro Egli ha descritto a noi se stesso, l'universo e la ragione della nostra esistenza.
Questo Creatore è Allah, e il nome del Suo Libro è Corano.
Il fatto che i cieli e la terra, cioè, l'universo, non siano stabili, che la loro presenza sia resa possibile soltanto dal fatto che Allah li abbia creati, e che essi scompariranno, quando Egli avrà terminato questa creazione, sono tutti spiegati in questo modo in un versetto:
Allah trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino, ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori di Lui. In verità Egli è magnanimo, perdonatore (Surat al-Fatir: 41).
Come abbiamo detto all'inizio, alcune persone non hanno una comprensione autentica di Allah, e perciò Lo immaginano come un essere che è presente da qualche parte nei cieli, e non interviene realmente negli eventi del mondo. La base di questa logica, in realtà, sta nel pensiero che l'universo sia un insieme di materia, ed Allah sia "al di fuori" di questo mondo materiale, in un luogo molto lontano. In alcune false religioni, il credere in Allah è limitato a questa comprensione.
Comunque, come abbiamo riflettuto fino a qui, la materia è composta soltanto di sensazioni. E l'unico vero essere assoluto è Allah. Ciò significa che soltanto Allah è; tutte le cose, tranne Lui, sono esseri ombra. Di conseguenza, è impossibile concepire Allah come separato ed al di fuori di questa intera massa di materia. Allah è sicuramente "ovunque" e include tutto. Questa realtà viene così spiegata dal Corano:
Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso (Surat al-Baqarah: 255).
Che Allah non sia vincolato dallo spazio, e che includa ogni cosa viene così dichiarato in un altro versetto:
Ad Allah appartengono l'Oriente e l'Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah. Allah è immenso e sapiente (Surat al-Baqarah: 115).
Poiché ciascuno degli esseri materiali è una percezione, essi non possono vedere Allah; ma Allah vede la materia che ha creato in tutte le sue forme. Nel Corano, questo viene espresso così: "Gli sguardi non lo raggiungono, ma Egli scruta gli sguardi" (Surat al-An'am: 103).
Cioè, noi non possiamo cogliere l'essere di Allah con i nostri occhi, ma Allah include completamente la nostra interiorità, il nostra aspetto esteriore, gli sguardi ed i pensieri. Non possiamo pronunciare alcuna parola, se non con la Sua conoscenza, né potremmo nemmeno respirare.
Mentre osserviamo queste percezioni sensoriali nel corso delle nostre vite, l'essere più vicino a noi non è nessuna di queste sensazioni, ma lo stesso Allah. Il segreto del verso seguente del Corano nascosto in questa realtà: "In verità siamo stati Noi ad aver creato l'uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l'animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare" (Surat Qaf: 16). Quando una persona pensa che il suo corpo sia costituito esclusivamente da "materia", non riesce a capire questo importante fatto. Se egli considera il suo cervello come "se stesso", allora accetta che "il fuori" sia a 20-30 cm da lui. Tuttavia, quando capisce che non c'è nulla a costituire la materia, e che ogni cosa è immaginazione, nozioni come fuori, dentro, lontano o vicino perdono il proprio significato. Allah lo ha incluso, ed Egli è "infinitamente" a lui.
Allah informa gli uomini che Egli è "infinitamente vicino" ad essi con il versetto "Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino!" (Surat al-Baqarah: 186).
L'uomo è sviato, se pensa che l'essere più vicino a lui sia lui stesso. Allah, in verità, è più vicino a noi perfino di noi stessi. Egli ha richiamato la nostra attenzione su questo punto nel versetto "Perché mai, quando [l'anima] risale alla gola sotto i vostri occhi, e Noi gli siamo più vicini, ma non ve ne accorgete" (Surat al-Waqi'ah: 83-85). Come il versetto ci dice, la gente vive non essendo consapevole di questo fatto fenomenale, perché non lo vede con i propri occhi.
D'altra parte, è impossibile per l'uomo, che non è altro che un essere ombra, avere un potere ed una volontà indipendenti da quella di Allah. Il versetto "Mentre è Allah che vi ha creati, voi e ciò che fabbricate!" (Surat as-Saffat: 96) mostra che ogni cosa che proviamo avviene sotto il controllo di Allah. Nel Corano, questa realtà è esposta nel versetto "Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava" (Surat al-Anfal, 17), per mezzo del quale viene enfatizzato che nessun atto è indipendente da Allah. Dal momento che l'essere umano è un essere ombra, non è li stesso che esegue l'atto di lanciare. Comunque, Allah dà a questo essere ombra la sensazione del sé. In realtà, Allah compie ogni azione. Se qualcuno considera proprio l'atto che compie, intende evidentemente ingannarsi.
Questa è la realtà. Una persona può non voler ammetterla, e può considerarsi un essere indipendente da Allah; ma questo non cambia nulla. Certamente, la sua stolida negazione è nuovamente nella volontà e nei desideri di Allah.
Ogni cosa che possiedi è intrinsecamente illusoria
Come si può vedere chiaramente, è un fatto scientifico logico che il "mondo esterno" non abbia una realtà materiale e sia una raccolta di immagini presentate continuamente alla nostra anima da Allah. Tuttavia, la gente, di solito, non annovera, o piuttosto non vuole annoverare, ogni cosa, nel concetto di "mondo esterno".
Pensa a questo argomento in modo sincero e con coraggio. Ti renderai conto che la tua casa, i mobili, l'auto - che forse hai acquistato da poco tempo, l'ufficio, i gioielli, il conto bancario, il guardaroba, il coniuge, i figli, i colleghi, e qualsiasi altra cosa tu possieda siano, nei fatti, compresi in questo immaginario mondo esterno che è proiettato su di te. Ogni cosa che vedi, senti, o odori - in breve - percepisci intorno a te con i tuoi cinque sensi è una parte di questo "mondo immaginario ": la voce del tuo cantante preferito, la durezza della sedia su cui sei seduto, un profumo che ti piace, il sole che ti riscalda, un fiore dai bellissimi colori, un uccello che vola di fronte alla tua finestra, un motoscafo che si muove rapidamente sull'acqua, il tuo fertile giardino, il computer che utilizzi sul lavoro, o il tuo hi-fi, dotato della tecnologia più avanzata del mondo.
Questa è la realtà, poiché il mondo è soltanto una raccolta di immagini create per mettere l'uomo alla prova. Le persone vengono messe alla prova per tutta la limitata durata delle loro vite con percezioni che non hanno alcuna realtà. Queste percezioni vengono presentate volutamente come piacevoli ed attraenti. Questo fatto è menzionato nel Corano:
Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno (Surat Ali 'Imran: 14).
Moltissime persone abbandonano la loro religione per il richiamo della proprietà, della ricchezza, ammassi d'oro e d'argento accumulati, dollari, gioielli, conti bancari, carte di credito, armadi colmi di vestiti, macchine ultimo modello, in breve, tutte le forme di prosperità che si possiedono o ci si adopera di possedere. Esse si concentrano soltanto su questo mondo mentre dimenticano l'aldilà. Sono ingannate dalla facciata "piacevole ed allettante" della vita di questo mondo, e non persistono nella preghiera, né fanno la carità ai poveri, né eseguono l'adorazione, cose che li faranno prosperare nell'aldilà. Invece, essi dicono: "Ho delle cose da fare", "ho degli ideali", "Ho delle responsabilità", "Non ho tempo a sufficienza", "Ho delle cose da finire " e "Lo farò in futuro". Essi consumano le loro vite tentando di prosperare soltanto in questo mondo. Nel versetto "Essi conoscono [solo] l'apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell'altra vita" (Surat ar-Rum: 7) viene descritta questa illusione.
Il fatto che descriviamo in questo capitolo, e cioè che ogni cosa è un'immagine, è molto importante per le sue implicazioni che rendono insignificanti tutti i desideri e i legami. La verifica di questo fatto chiarisce che ogni cosa che la gente possiede o si sforza di possedere - ricchezze accumulate avidamente, figli di cui vantarsi, i coniugi, che considerano le persone più vicine a loro, gli amici, i loro amati corpi, lo status sociale che reputano essere una superiorità, la scuola che hanno frequentato, le vacanze che hanno trascorso - non sono null'altro che semplice illusione. Perciò, tutto lo sforzo fatto, il tempo sprecato, l'invidia, dimostrano la loro inefficacia.
È per questo che alcune persone si rendono involontariamente ridicole quando si vantano della loro ricchezza e di ciò che possiedono, o dei loro "yacht, elicotteri, fabbriche, patrimoni, dimore e terre", come se esistessero realmente. Quelle persone ricche che navigano ostentatamente nei loro yacht, che mostrano le loro automobili, parlano in continuazione della propria ricchezza, che credono che la loro posizione li collochi più in alto rispetto a chiunque altro, e continuano a pensare di avere successo a causa di tutto questo, in realtà dovrebbero pensare a quale sarà lo stato in cui si ritroveranno, una volta che avranno realizzato che il successo non è altro che un'illusione.
A queste scene si assiste molte volte anche nei sogni. Anche nei sogni le persone hanno case, macchine veloci, gioielli estremamente preziosi, rotoli di dollari, e carichi di oro e di argento. Nei loro sogni, anche esse hanno una posizione sociale elevata, proprie fabbriche con centinaia di dipendenti, hanno il potere di governare su molte persone, e vestono con degli abiti che li rendono ammirati da tutti. Proprio come qualcuno che, svegliandosi, si vantasse di ciò che possedeva nei suoi sogni, verrebbe preso in giro, l'uomo è sicuro di essere parimenti ridicolizzato per essersi vantato delle cose che vede in questo. Ciò che egli vede sia nei sogni sia in questo mondo sono soltanto immagini nella sua mente.
In modo simile, il modo in cui le persone reagiscono agli eventi di cui hanno esperienza nel mondo li farà vergognare, quando comprenderanno la realtà. Quelli che lottano ferocemente l'uno contro l'altro, farneticano furiosamente, truffano, corrompono, attuano la contraffazione, mentono, trattengono in modo concupiscente il loro denaro, fanno del male alle persone, picchiano ed insultano gli altri, si arrabbiano in modo aggressivo, sono colmi di passione per l'ufficio e la posizione sociale, sono invidiosi, e si mettono in mostra, cadranno in disgrazia quando capiranno di aver fatto tutto questo in un sogno.
Dal momento che Allah crea tutte queste immagini, il Supremo Padrone di ogni cosa è il solo Allah. Nel corano, questo fatto viene messo in risalto:
Appartiene ad Allah tutto quello che c'è nei cieli e tutto quello che c'è sulla terra. Allah abbraccia [nella Sua scienza] tutte le cose (Surat an-Nisa: 126).
È una grande follia abbandonare la religione per amore di passioni immaginarie, e di conseguenza perdere la vita eterna, il che significa vivere in una eterna miseria.
A questo punto, si dovrebbe aver capito una cosa. Qui non viene detto che "i beni, la ricchezza, i figli, i coniugi, gli amici, il rango che hai e di cui sei tanto orgoglioso svaniranno, un giorno o l'altro, e perciò non hanno nessun significato ", ma che "tutti i beni che ti sembra di avere non esistono, ma sono soltanto dei sogni composti di immagini che Allah ti mostra per metterti alla prova". Come vedi, c'è una grossa differenza tra le due dichiarazioni.
Anche se una persona non vuole riconoscere questa cosa, e preferisce ingannarsi pensando che ogni cosa che uno ha esista veramente, egli infine dovrà morire e, nell'aldilà, ogni cosa sarà chiara, quando verremo ricreati. In quel giorno "la tua vista è acuta" (Surat Qaf: 22), e vedremo ogni cosa in modo molto più chiaro. Comunque, se avremo trascorso le nostre vite inseguendo intenti immaginari, desidereremo non aver mai vissuto questa vita e diremo "Ahimé, quanto vorrei che essa fosse stata definitiva! Quel che possedevo non mi ha giovato affatto. Ho perso il mio potere!" (Surat al-Haqqah: 27-29).
D'altra parte, quello che un uomo saggio dovrebbe fare è cercare di capire la più grande realtà dell'universo qui in questo mondo, mentre ancora ha tempo. Diversamente, egli trascorrerà tutta la vita correndo dietro a dei sogni, ed andrà incontro ad una terribile punizione alla fine. Nel Corano, lo stato finale di queste persone che inseguono illusioni (o miraggi) in questo mondo, e dimenticano il nostro Creatore, è così dichiarato:
Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla; anzi, nei pressi trova Allah che gli salda il conto. Allah è rapido al conto (Surat an-Nur: 39).
Deficienze nella logica dei materialisti
Si dall'inizio di questo capitolo viene dichiarato chiaramente che la materia non ha un suo essere assoluto, come sostengono i materialisti, ma è piuttosto un insieme di impressioni sensoriali creato da Allah. I materialisti resistono a questa evidente realtà, che distrugge la loro filosofia, in un modo estremamente dogmatico, e avanzano antitesi prive di fondamento.
Ad esempio, uno dei maggiori sostenitori della filosofia materialista del ventesimo secolo, e marxista convinto, George Politzer, fornì "l'esempio dell'autobus" come "la maggiore prova" dell'esistenza della materia. Secondo Politzer, i filosofi che pensano che la materia sia soltanto una percezione corrono anch'essi quando vedono che un autobus sta per investirli, e questa è la prova dell'esistenza fisica della materia.23
Quando ad un altro famoso materialista, Johnson, fu detto che la materia è un insieme di percezioni, egli cercò di "dimostrare" l'esistenza fisica delle pietre, colpendole con un calcio.24
Un esempio simile è dato da Friedrich Engels, il mentore di Politzer e fondatore, insieme a Marx, del materialismo dialettico. Egli scrisse: "se i dolci che mangiamo fossero semplici percezioni, non placherebbero la nostra fame".25
Ci sono esempi simili ed alcune frasi offensive come "comprendi l'esistenza della materia quando vieni colpito al viso da uno schiaffo" nei libri di famosi materialisti come Marx, Engels, Lenin ed altri.
La disfunzione della comprensione che dà luogo a questi esempi dei materialisti è la loro interpretazione della frase "la materia è una percezione" come "la materia è un gioco di luci". Essi pensano che la percezione sia limitata alla vista, e che le altre facoltà come il tatto abbiano dei correlati fisici. Un autobus che investe un uomo fa loro dire "guarda, l'ha investito, perciò non era una percezione". Essi non capiscono che tutte le percezioni sperimentate durante l'incidente di un autobus, come la durezza, la collisione, e il dolore, si formano anch'esse nel cervello.
L'esempio dei sogni
L'esempio migliore per spiegare questa realtà è il sogno. Una persona può avvertire eventi molto realistici nel sogno. Può cadere giù dalle scale e rompersi una gamba, avere un grave incidente con la macchina, finire sotto ad un autobus, o mangiare un dolce e sentirsi sazio. Fatti simili a questi, che accadono nella nostra vita quotidiana, sono sperimentati anche nei sogni con lo stesso persuasivo senso della loro realtà, e fanno sorgere in noi gli stessi sentimenti.
Una persona che sogna di essere investita da un autobus può riaprire gli occhi in ospedale, nello stesso sogno, e scoprire di essere diventato disabile, ma è tutto solo un sogno. Può anche sognare di morire in un indicente automobilistico, che gli angeli della morte portino via la sua anima, e la sua vita nell'aldilà ha inizio (di quest'ultimo evento si fa esperienza, allo stesso modo, in questa vita, che, proprio come il sogno, è una percezione).
Questa persona percepisce in modo molto acuto le immagini, i suoni, la sensazione della solidità, la luce, i colori, e tutte le altre sensazioni concernenti l'avvenimento che vive nel sogno. Le percezioni che avverte nel sogno sono naturali come quelle della vita "reale". Il dolce che mangia nel sogno lo sazia anche se è soltanto una semplice percezione sensoriale del sogno, perché l'essere sazio è anch'esso una percezione nel sogno. Tuttavia, nella realtà, questa persona è nel letto, in quel momento. Non ci sono scale, traffico, o autobus di cui preoccuparsi. La persona che sogna vive e vede percezioni e sentimenti che non esistono nel mondo esterno. Il fatto che nei nostri sogni viviamo, vediamo, e sentiamo fatti che non hanno alcun correlato fisico nel "mondo esterno" rivela molto chiaramente che anche il "mondo esterno" delle nostre vite da svegli consiste esclusivamente di semplici percezioni.
Quelli che credono nella filosofia materialista, in particolare i marxisti, si arrabbiano quando si dice loro questa verità, l'essenza della materia. Essi citano degli esempi tratti dal ragionamento superficiale di Marx, Engels, o Lenin, e fanno dichiarazioni emotive.
Tuttavia, queste persone devono pensare che esse possono fare queste dichiarazioni nei loro sogni. Nei loro sogni, anche loro possono leggere "Das Kapital", partecipare ad incontri, lottare con la polizia, essere colpiti alla testa, ed avvertire il dolore delle ferite. Quando viene loro domandata la stessa cosa, nei sogni, essi penseranno che ciò che stanno vivendo nei sogni consista anch'esso di "materia assoluta", proprio come pensano che le cose che vedono quando sono svegli siano "materia assoluta". Tuttavia, che sia nei loro sogni o nella loro vita quotidiana, tutto ciò che vedono, vivono, o sentono consiste soltanto di percezioni.
Esempio: connettere i nervi in parallelo
Lasciateci prendere in considerazione l'incidente d'auto fornito da Politzer, nel quale parlava di un uomo messo sotto da una macchina. Se i nervi della parsona investita che viaggiano dai suoi cinque sensi al suo cervello fossero connessi a quelli di un'altra persona, ad esempio al cervello di Politzer, con una connessione in parallelo, nel momento in cui l'autobus colpisce quella persona, nello stesso momento colpirebbe anche Politzer seduto in casa sua. Tutte le sensazioni provate da quella persona che aveva l'incidente sarebbero avvertire da Politzer, proprio come la stessa canzone sentita da due altoparlanti differenti collegati allo stesso registratore. Politzer sentirebbe, vedrebbe e vivrebbe il rompersi dell'autobus, il tocco dell'autobus sul suo corpo, le immagini di un braccio rotto e il sangue, le fratture, le immagini di se stesso che entra in sala operatoria, la durezza dell'ingessatura, e la debolezza del suo braccio.
Ogni altra persona collegata in parallelo ai nervi dell'uomo vivrebbe l'incidente dall'inizio alla fine, proprio come Politzer. Se l'uomo dell'incidente andasse in coma, anch'essi andrebbero in coma. In più, se tutte le percezioni riguardanti l'incidente d'auto fossero registrate in un dispositivo, e fossero trasmesse ripetutamente ad una persona, l'autobus investirebbe questa persona molte volte.
Perciò, quale degli autobus che investe queste persone è reale? La filosofia materialista non ha una risposta coerente a questa domanda. La risposta giusta è che tutti loro vivono l'incidente in tutti i dettagli nelle loro menti.
Lo stesso principio si applica al dolce e all'esempio delle pietre. Se i nervi degli organi di senso di Engels, che hanno percepito la sazietà e la pienezza del dolce nel suo stomaco dopo averlo mangiato, fossero stati collegati in parallelo al cervello di una seconda persona, anche quella persona si sarebbe sentita piena quando Engels avesse mangiato il dolce e si fosse saziato. Se i nervi di Johnson, che avvertì il dolore ad un piede quando diede un calcio ad una pietra, fossero stati connessi in parallelo ad una seconda persona, quella persona avrebbe sentito lo stesso dolore.
Perciò, quale dolce o quale pietra è quello vero? Di nuovo, la filosofia materialista non riesce a dare una risposta coerente a questa domanda. La risposta corretta e coerente è questa: sia Engels che la seconda persona hanno mangiato il dolce nelle loro menti e si sono saziati; sia Johnson che la seconda persona hanno vissuto in pieno il momento in cui la pietra è stata colpita nelle loro menti.
Lasciateci apportare una modifica all'esempio che abbiamo dato su Politzer: lasciateci connettere i nervi dell'uomo colpito dall'autobus al cervello di Politzer, ed i nervi di Politzer seduto in casa sua al cervello dell'uomo investito dall'autobus. In questo caso, Politzer penserà di essere stato colpito da un autobus, anche se è seduto in casa sua. L'uomo che è davvero stato colpito dall'autobus non avvertirà mai l'impatto dell'incidente e penserà di essere seduto in casa di Politzer. Esattamente la stessa logica può essere applicata all'esempio del dolce e a quello della pietra.
Come si può vedere, non è possibile, per l'uomo, trascendere i propri sensi e liberarsi da essi. A questo riguardo, l'anima dell'uomo può essere esposta a tutti i tipi di rappresentazioni degli esempi fisici, anche se non ha un corpo fisico, né esistenza materiale, e non ha peso. Non è possibile, per una persona, comprendere questo, poiché egli considera reali queste immagini tridimensionali, ed è certo della loro esistenza, perché, come tutti, dipende dalle percezioni vissute dai suoi organi sensoriali.
Il famoso filosofo britannico David Hume esprime i suoi pensieri su questo fatto:
Parlando sinceramente, quando includo me stesso in ciò che chiamo "me", mi imbatto sempre in una percezione specifica che riguarda il caldo o il freddo, la luce o l'ombra, l'amore o l'odio, l'acido o il dolce o qualche altro concetto. Senza l'esistenza di una percezione, non posso mai rappresentarmi in un particolare momento, e non posso osservare nulla tranne la percezione.26
La formazione delle percezioni nel cervello non è filosofia, ma un fatto scientifico
I materialisti dichiarano che ciò che abbiamo detto qui è un punto di vista filosofico. Tuttavia, sostenere che il "mondo esterno", come noi lo chiamiamo, è un insieme di percezioni non è una questione di filosofia, ma un semplice fatto scientifico. Il modo in cui l'immagine e le sensazioni si formano nel cervello viene insegnato, nei dettagli, nelle scuole di medicina. Questi fatti, dimostrati dalla scienza del ventesimo secolo, in particolare dalla fisica, mostrano chiaramente che la materia non ha una realtà assoluta e che, in un certo senso, ognuno guarda il "monitor nel suo cervello".
Chiunque creda nella scienza, sia esso un ateo, un buddista, o qualcuno con un'altra opinione, deve accettare questo fatto. Un materialista può negare l'esistenza di un Creatore, però non può negare questa realtà scientifica.
L'incapacità di Karl Marx, Friedrich Engels, Georges Politzer ed altri di comprendere un fatto così semplice ed evidente è sempre sorprendente, anche se il livello di comprensione scientifica dei loro tempi fu forse insufficiente. Al nostro tempo, la scienza e la tecnologia sono molto avanzate, e le scoperte recenti rendono più semplice comprendere questo fatto. I materialisti, dal canto loro, sono pervasi dalla paura sia di comprendere questo fatto, anche in parte, sia di realizzare quanto esso demolisca definitivamente la loro filosofia.
La grande paura dei materialisti
Per un poco, i circoli materialisti turchi non diedero risposta all'argomento sollevato nel suo libro, cioè, il fatto che la materia sia una semplice percezione. Questo ci ha dato l'impressione che questo argomento non fosse stato chiarito sufficientemente, e che necessitasse di ulteriori spiegazioni. Tuttavia, prima che passasse troppo tempo, fu chiaro che i materialisti non si sentivano troppo a loro agio con quell'argomento, e ne avevano una gran paura.
Per un po' di tempo, i materialisti hanno proclamato ad alta voce la loro paura ed il loro panico nelle loro pubblicazioni, nelle conferenze e nelle loro tavole rotonde. I loro discorsi agitati e disperati implicano che essi stiano soffrendo di una grave crisi intellettuale. Il collasso scientifico della teoria dell'evoluzione, la cosiddetta base della loro filosofia, era già giunta come un grande shock per loro. Ora, essi giungono a realizzare di iniziare a perdere la stessa materia, che per loro è un fondamento maggiore del Darwinismo, e provano uno shock ancora più grande. Essi dichiarano che questo argomento è la "più grande minaccia" per loro, e che "demolisce completamente il loro tessuto culturale".
Uno di quelli che espressero più schiettamente l'ansia ed il panico provati dai circoli materialisti fu Renan Pekunlu, un accademico e scrittore del Bilim ve Utopya (Scienza ed Utopia), un periodico che si era assunto l'incarico di difendere il materialismo. Sia nei suoi articoli in Bilim ve Utopya e nelle conferenze alle quali partecipò, Pekunlu presentò il libro L'Inganno dell'Evoluzione di Harun Yahya come la "minaccia" numero uno per il materialismo. Ciò che disturbò Pekunlu anche di più dei capitoli che dimostravano infondato il Darwinismo fu la parte che stai leggendo adesso. Ai suoi lettori ed al suo pubblico (questi ultimi erano appena un pugno), Pekunlu inviò il messaggio "non lasciatevi traviare dall'indottrinazione dell'idealismo e mantenete la vostra fede nel materialismo". Egli citò Vladimir I. Lenin, il leader della sanguinaria rivoluzione comunista in Russia, come riferimento. Consigliando a tutti di leggere il libro di Lenin di un secolo prima, intitolato Materialismo ed Empirio-Criticismo, Pekunlu ripetè i consigli di Lenin, "non riflettete sull'argomento, o perderete la via del materialismo e sarete traviati dalla religione". In un articolo che egli scrisse nel periodico sopra menzionato, citò le seguenti righe di Lenin:
Una volta negata la realtà obiettiva, dataci dalle sensazioni, si è già persa ogni arma contro il fideismo, poiché si è scivolati nell'agnosticismo o nel soggettivismo - tutto ciò che il fideismo richiede. Una sola unghia intrappolata, e l'uccello è perduto. E i nostri machisti sono tutti rimasti intrappolati nell'idealismo, cioè, in un fideismo diluito, sottile; sono rimasti intrappolati dal momenti in cui hanno considerato la "sensazione" non come un'immagine del mondo esterno, ma come un "elemento" speciale. È la sensazione di nessuno, la mente di nessuno, lo spirito di nessuno, il volere di nessuno.27
Queste parole dimostrano chiaramente che il fatto che Lenin, in allarme, aveva compreso o voleva sradicare sia dalla sua mente e da quelle dei suoi "compagni", disturba anche i materialisti contemporanei in maniera simile. Tuttavia, Pekunlu ed altri materialisti soffrono un'angoscia ancora più grande; poiché essi sono consapevoli che questo fatto viene ora presentato in un modo molto più esplicito, certo e convincente, rispetto a 100 anni fa. È la prima volta, nella storia del mondo, che questo argomento viene spiegato in modo così irresistibile.
Tuttavia, il quadro generale è che un gran numero di scienziati materialisti prende ancora una posizione molto superficiale nei confronti del fatto che "la materia non è altro che un'illusione". L'argomento illustrato in questo capitolo è uno degli argomenti più importanti e più eccitanti che si possono incontrare nella vita. Non c'è la possibilità che essi si siano trovati di fronte ad una questione così cruciale, in precedenza. Ancora, le reazioni di questi scienziati o il modo da essi adottato nei loro discorsi ed articoli suggerisce quanto banale e superficiale sia la loro comprensione.
La reazione di alcuni materialisti all'argomento qui discusso mostra che la loro cieca aderenza al materialismo ha causato un qualche danno alla loro logica. Per questo motivo, essi sono molto lontani dal comprendere la questione. Ad esempio, Alaattin Senel, anch'egli accademico e giornalista del Bilim ve Utopya, espresse sentimenti simili a quelli di Rennan Pekunlu dicendo, "Dimenticate il collasso del Darwinismo, l'argomento veramente minaccioso è questo ". Intuendo che la sua stessa filosofia non aveva una base, egli formulò domande come "dimostra quello che dici!". Cosa ancora più interessante, questo scrittore aveva egli stesso scritto rivelando di non poter afferrare questo argomento, che considera una minaccia.
Ad esempio, in un articolo nel quale discuteva esclusivamente questo argomento, Senel accetta che il mondo esterno sia percepito nel cervello come un'immagine. Tuttavia, egli continua dichiarando che le immagini siano divise in due: quelle che hanno correlati fisici e quelle che non li hanno, e che le immagini inerenti il mondo esterno hanno correlati fisici. Per sostenere la sua affermazione, egli fornisce "l'esempio del telefono". In breve, egli scrisse: "Non so se le immagini nel mio cervello hanno una corrispondenza nel mondo esterno o meno, ma la stessa cosa è valida quando parlo al telefono. Quando parlo al telefono, non posso vedere la persona alla quale sto parlando, ma posso avere la conferma di questa conversazione quando, in seguito, la incontro di persona".28
Dicendo ciò, questo scrittore, in realtà, intende dire quanto segue: "Se dubitiamo delle nostre percezioni, possiamo rivolgerci alla materia stessa e controllare la sua realtà". Tuttavia, questo è un evidente errore, poiché è impossibile, per noi, raggiungere la materia in se stessa. Non possiamo mai uscire dalla nostra mente e sapere cosa c'è "fuori". Se la voce al telefono avesse un correlato o no, può essere confermato dalla persona, d'altra parte. Comunque, anche questa conferma è un'immagine mentale, di cui si fa esperienza nella mente.
Queste persone vivono gli stessi avvenimenti anche nei loro sogni. Ad esempio, Senel può vedere anche nei suoi sogni lui stesso che parla al telefono e poi avere la conferma dell'avvenuta conversazione dalla persona alla quale aveva parlato. Pekunlu può, nel suo sogno, sentirsi affrontare una "seria minaccia" e consigliare alla gente di leggere il centenario libro di Lenin. Tuttavia, non importa ciò che fanno, questi materialisti non possono mai negare che i fatti da loro vissuti e le persone a cui hanno parlato nei loro sogni siano altro che percezioni.
Quindi, chi confermerà se le immagini nel cervello hanno o meno una corrispondenza? Gli esseri-ombra nel cervello? Senza dubbio, è impossibile per i materialisti trovare una fonte di informazioni che possa fornire dei dati riguardanti ciò che è esterno al cervello, e confermarlo.
Ammettere che tutte le percezioni si formino nel cervello, ma anche che si possa "uscire" da questo e avere una conferma delle percezioni dal vero mondo esterno, rivela che la capacità intellettuale della persona è limitata e che il suo ragionamento è distorto.
Comunque, qualsiasi persona dotata di un normale livello di comprensione e di ragionamento può afferrare facilmente questi fatti. Ogni persona obiettiva sa, riguardo a tutto ciò che abbiamo detto, che non le è possibile provare l'esistenza del mondo esterno con i propri sensi. Tuttavia, pare che la cieca adesione al materialismo distorca la capacità di ragionamento della gente. Per questo motivo, i materialisti contemporanei mostrano gravi deficienze logiche nel loro ragionamento, proprio come i loro mentori che cercavano di "dimostrare" l'esistenza della materia dando calci alle pietre o mangiando dei dolci.
Bisogna anche dire che questa non è una situazione sorprendente, poiché l'incapacità di comprendere è una caratteristica comune di tutti i non credenti. Nel Corano, Allah dichiara, in particolare, che essi sono "gente che non comprende" (Surat al-Ma'idah: 58).
I materialisti sono caduti nella più grande trappola della storia
L'atmosfera di panico che dilagava nei circoli materialisti in Turchia, della quale abbiamo menzionato soltanto pochi esempi, mostra che i materialisti affrontano una totale sconfitta, che non hanno mai incontrato prima nella storia. Che la materia sia semplicemente una percezione è stato dimostrato dalla scienza moderna, e viene avanzato in modo molto chiaro, elementare e risoluto. Ai materialisti resta soltanto vedere e riconoscere il collasso di tutto il loro mondo materiale, nel quale credono ciecamente, e sul quale fanno affidamento.
Il pensiero materialista è sempre esistito, in tutta la storia dell'umanità. Essendo molto sicuri di se stessi e della filosofia in cui credono, si sono rivoltati contro Allah che li ha creati. Lo scenario che hanno formulato afferma che la materia non ha inizio né fine, e che tutto ciò non può avere un Creatore. A causa della loro arroganza, essi hanno negato Allah e si sono rifugiati nella materia, che sostengono abbia un'esistenza reale. Essi sono così fiduciosi in questa filosofia da pensare che non sarebbe mai stato possibile avanzare una spiegazione che dimostrasse il contrario.
È per questo che i fatti narrati in questo libro, riguardanti la vera natura della materia, sorpresero così tanto questa gente. Ciò che è stato detto qui ha distrutto la base stessa della loro filosofia, e non ha lasciato margine per ulteriori discussioni. La materia, sulla quale essi hanno basato tutti i loro pensieri, le loro vite, la loro arroganza e negazione, tutto a un tratto è svanita. Come può esistere il materialismo, quando la materia non esiste?
Uno degli attributi di Allah è il Suo tramare contro i non credenti. Questo viene esposto nel versetto "Essi tramavano intrighi e Allah tesseva strategie. Allah è il migliore degli strateghi" (Surat al- Anfal: 30).
Allah ha intrappolato i materialisti, facendo loro pensare che la materia esista e, così facendo, li ha umiliati in un modo mai visto. I materialisti ritenevano che i loro beni, lo status, il rango, la società alla quale appartengono, il mondo intero e ogni altra cosa esistesse veramente, e si fecero arroganti contro Allah, facendo affidamento su queste cose. Essi si rivoltarono contro Allah, essendo presuntuosi e miscredenti. Facendo ciò, essi facevano un totale affidamento sulla materia. Tuttavia, il loro comprendonio è così scarso che essi non riescono a pensare che Allah li circonda tutto intorno. Allah annuncia lo stato in cui sono ridotti i non credenti a causa del loro annebbiamento mentale:
Vogliono tramare un'insidia? Saranno piuttosto i miscredenti ad essere ingannati (Surat at-Tur: 42).
Questa, probabilmente, è la loro più grande sconfitta nella storia. Mentre erano arroganti, i materialisti sono stati ingannati e hanno subito una grande sconfitta nella guerra che avevano intrapreso contro Allah, sollevando contro di Lui qualcosa di mostruoso. Il versetto "Così, in ogni città, facemmo capi i suoi peccatori più grandi, affinché ordiscano in essa le loro trame. Ma tramano solo contro loro stessi e non ne sono coscienti!" annuncia quanto incoscienti siano queste persone che si rivoltano contro il loro Creatore, e la fine che faranno (Surat al- An'am: 123). In un altro versetto lo stesso fatto è così narrato:
Cercano di ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono (Surat al-Baqarah: 9).
Mentre i non credenti cercano di complottare, non realizzano un fatto importante sottolineato dalle parole "non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono!" del versetto. Il fatto è che ogni cosa che essi vivono è un'immaginazione destinata ad essere percepita da loro, e tutti i piani che escogitano sono semplicemente delle immagini formate nel loro cervello, proprio come ogni altra azione che essi compiono. La loro follia ha fatto loro dimenticare di essere tutti soli con Allah e, perciò, essi sono intrappolati nei loro stessi piani falsi.
Non meno di quei non credenti che vissero nel passato, quelli che vivono oggi affrontano una realtà che demolirà i loro progetti erronei alle fondamenta. Con il versetto ". Deboli sono le astuzie di Satana " (Surat an-Nisa: 76), Allah dice che questi inganni sono destinati a terminare con il fallimento fin dal giorno in cui sono stati architettati. Egli dà la buona novella ai credenti con il verso ". i loro intrighi non vi procureranno alcun male" (Surat Ali 'Imran: 120).
In un altro versetto Allah dice: "Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla" (Surat an-Nur: 39). Anche il materialismo diventa un "miraggio" per i ribelli, proprio come viene detto in questo versetto; quando vi fanno ricorso, essi scoprono che non è altro che un'illusione. Allah li ha ingannati con un simile miraggio, e li ha affascinati facendo loro percepire come reale questo insieme di immagini. Tutte queste persone "eminenti", professori, astronomi, biologi, fisici, e tutti gli altri, non importa il loro rango e la loro carica, sono semplicemente ingannati come bambini, e sono umiliati perché hanno preso la materia per loro dio. Credendo assoluto questo insieme di immagini, essi hanno basato su di esso la loro filosofia ed ideologia, si sono impegnati in serie discussioni su di esso, ed hanno adottato la cosiddetta dissertazione "intellettuale". Essi si consideravano abbastanza saggi da offrire un argomento sulla verità dell'universo e, cosa più importante, da discutere di Allah con la loro limitata intelligenza. Allah spiega la loro situazione nel versetto seguente:
Tessono strategie e anche Allah ne tesse. Allah è il migliore degli strateghi! (Surat Ali 'Imran: 54).
Può essere possibile sfuggire ad alcune cospirazioni; tuttavia, questo piano di Allah contro i miscredenti è così saldo che non vi è modo per fuggire da esso. Non importa ciò che fanno o a chi fanno appello, non possono trovare un aiuto diverso da Allah. Come Allah ci informa nel Corano, "Non troveranno, oltre ad Allah, né patrono né alleato" (Surat an-Nisa: 173).
I materialisti non si sarebbero mai aspettati di finire in una simile trappola. Avendo a loro disposizione tutti i mezzi del ventesimo secolo, pensarono di poter diventare ostinati nella loro negazione, e di trascinare la gente alla miscredenza. Allah descrive questa perenne mentalità dei non credenti come segue, nel Corano:
Ordirono una trama e Noi ordimmo una trama senza che se ne accorgessero. Guarda cosa ne è stato della loro trama: li facemmo perire insieme con tutto il loro popolo (Surat an-Naml: 50-51).
Ad un altro livello, i versetti significano questo: ai materialisti viene fatto capire che ogni cosa che possiedono non è altro che un'illusione, e perciò ogni cosa che possiedono è stata distrutta. Nel momento in cui vedono i loro beni, fabbriche, oro, dollari, figli, coniugi, amici, rango e status, ed anche i loro stessi corpi, tutto ciò che credevano esistere, sfuggire via dalle loro mani, essi sono "fatti perire", nelle parole del cinquantunesimo versetto della Surat an-Naml. A questo punto, essi non sono più entità materiali, ma anime.
Senza dubbio, comprendere questa verità è la peggioe situazione possibile per i materialisti. Il fatto che ogni cosa possiedano sia solo un'illusione è equivalente, nelle loro stesse parole, alla "morte prima di morire" in questo mondo.
Questo fatto li lascia soli con Allah. Con il versetto, "LasciaMi solo con colui che ho creato", Allah ci chiama ad essere presenti al fatto che ogni essere umano è, in verità, solo alla Sua presenza (Surat al- Muddaththir: 11). Questo importante fatto viene ripetuto in molti altri versetti:
Siete venuti a Noi da soli, come vi abbiamo creati la prima volta. Quello che vi abbiamo concesso, lo avete gettato dietro le spalle. (Surat al-An'am: 94).
E nel Giorno della Resurrezione ognuno si presenterà da solo, davanti a Lui (Surah Maryam: 95).
In un altro livello, questo è ciò che indica il versetto: coloro che prendono la materia come il loro dio sono venuti da Allah e ritornano a Lui. Essi hanno sottomesso la loro volontà ad Allah, che lo abbiano voluto o meno. Ora essi attendono il Giorno del Giudizio, quando ciascuno di loro verrà ritenuto responsabile, per quanto non abbia avuto la volontà di capirlo.
Conclusione
L'argomento che abbiamo spiegato fino a qui è una delle più grandi verità che ti siano mai state dette nella tua vita. Dimostrando che l'intero mondo materiale sia, in realtà, un "essere ombra", questa nozione è la chiave per comprendere l'esistenza di Allah e la Sua creazione, e per capire che Egli è il solo essere assoluto.
La persona che comprende questo concetto realizza che il mondo non è il genere di posto che la maggior parte della gente pensa. Il mondo non è un luogo assoluto con una vera esistenza, come presunto da coloro che vagano per le strade senza uno scopo, provocano risse nei pub, fanno mostra di sé nei caffè di lusso, si gloriano dei loro beni, o che dedicano la loro vita a cercare uno scopo. Il mondo è solo un insieme di percezioni, un'illusione. Tutte le persone che abbiamo citato più sopra sono soltanto degli esseri ombra che osservano queste percezioni nelle loro menti; tuttavia, essi non ne sono consapevoli.
Questo concetto è molto importante, poiché mina la filosofia materialista che nega l'esistenza di Allah, e la fa collassare. È per questo che materialisti come Marx, Engels, e Lenin caddero nel panico, divennero rabbiosi, e misero in guardia i loro seguaci di "non pensare" a questo concetto, quando esso venne loro detto. Queste persone sono mentalmente così deboli da non poter nemmeno comprendere che le percezioni sono formate nel cervello. Esse credono che il mondo che vedono nel loro cervello sia il "mondo esterno", e non riescono a capire l'ovvia evidenza del contrario.
Questa mancata consapevolezza è il prodotto della scarsa saggezza che Allah ha dato ai non credenti. Come Allah dice nel Corano, i non credenti "hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio" (Surat al-A'raf: 179).
Tu puoi andare al di là di questo punto utilizzando il potere della tua riflessione personale. Per questo, devi concentrarti, dedicare la tua attenzione, e meditare sul modo in cui vedi gli oggetti intorno a te, e sul modo in cui percepisci il loro tocco. Se pensi attentamente, puoi sentire che l'essere intelligente che vede, ode, tocca, pensa, e legge questo libro in questo momento è soltanto un'anima, e guarda le percezioni chiamate "materia" su uno schermo. La persona che comprende questo si è spostata dal dominio del mondo materiale, che inganna la maggior parte dell'umanità, ed è entrata nella sfera della vera esistenza.
Questa realtà è stata compresa da un certo numero di teisti o filosofi nella storia. Intellettuali islamici come l'Imam Rabbani, Muhyiddin Ibn al-'Arabi e Mawlana Jami realizzarono questo partendo dai segni del Corano ed utilizzando la propria ragione. Alcuni filosofi occidentali come George Berkeley hanno afferrato la stessa realtà per mezzo della ragione. L'Imam Rabbani scrisse nel suo Maktubat (Lettere) che l'intero universo materiale è un'"illusione ed una supposizione (percezione)" e che l'unico essere assoluto è Allah:
Allah. La sostanza di questi esseri che Egli ha creato non è che il nulla. Egli ha creato tutto nella sfera dei sensi e delle illusioni. l'esistenza dell'universo si trova nella sfera dei sensi e delle illusioni, e non è materiale. In realtà, non c'è nulla al di fuori, eccetto l'Essere Glorioso, (Che è Allah).29
L'Imam Rabbani dichiara esplicitamente che tutte le immagini presentate all'uomo sono soltanto delle illusioni, e che non hanno originali nel "di fuori".
Questo ciclo immaginario viene raffigurato nell'immaginazione. Esso viene visto nella misura in cui viene rappresentato con gli occhi della mente. Al di fuori, esso sembra essere visto con gli occhi della testa. Tuttavia, le cose non stanno così. Esso non ha né un titolo né una traccia, al di fuori. Non c'è alcun evento da vedere. Anche il viso di una persona riflesso in uno specchio è così. Non ha consistenza, al di fuori. Senza dubbio, sia la sua consistenza che la sua immagine sono nell'IMMAGINAZIONE. Allah ne sa di più.30
Mawlana Jami dichiarò lo stesso fatto, che scoprì seguendo i segni del Corano ed usando la propria intelligenza: "Qualsiasi cosa ci sia nell'universo, sono sensi ed illusioni. Sono come riflessi in uno specchio o come ombre".
Tuttavia, il numero di coloro che hanno compreso questo fatto, nel corso della storia, è sempre stato limitato. I grandi studiosi come l'Imam Rabbani hanno scritto che non sarebbe saggio raccontare questo fatto alle masse, poiché la maggior parte della gente non è in grado di afferrarlo.
Nell'epoca in cui viviamo, questo è divenuto un fatto empirico a causa della mole di prove presentate dalla scienza. Il fatto che l'universo sia un essere ombra viene descritto in modo molto concreto, chiaro ed esplicito per la prima volta nella storia.
Per questo motivo, il ventunesimo secolo sarà un punto di svolta storico, quando la gente in generale comprenderà le realtà divine e sarà condotta in massa verso Allah, il solo Essere Assoluto. I credi materialistici del diciannovesimo secolo saranno relegati ai mucchi di spazzatura della storia, l'esistenza e la creazione di Allah verranno comprese, la mancanza di spazio e di tempo saranno capite, l'umanità si libererà del velo dei secoli, degli gli inganni e delle superstizioni che l'hanno confusa.
Non è possibile che questo corso inevitabile venga intralciato da un qualsiasi essere ombra.

Il segreto al di là della materia

IL CROLLO DEL DARWINISMO E LA REALTÀ DELLA CREAZIONE

L'Islam denuncia il terrorismo

IL CROLLO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE

Selected parts from (10 Works in Total)

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

(Estratto dall’intervista ad Adnan Oktar su harunyahya.tv 6 Agosto 2010)

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

(Estratto dell'intervista in diretta di S. Adnan Oktar, Kral Karadeniz TV e Asu TV, 4 gennaio 2010)

Affermando che il Profeta Gesù (pbsl) è il figlio di Allah, i cristiani inducono milioni di persone a diventare irreligiose.

AFFERMANDO CHE IL PROFETA GESÙ (PSL) È IL FIGLIO DI ALLAH, I CRISTIANI INDUCONO MILIONI DI PERSONE A DIVENTARE IRRELIGIOSE

(Estratto dell’intervista al Sig. Adnan Oktar, CayTVMarasAksu del 10 dicembre 2009 )

L'effetto negativo del Darwinismo sull'economia

L'effetto negativo del Darwinismo sull'economia

Estratto dall’intervista Dem Tv e Tempo Tv di Adnan Oktar il 18 dicembre 2009

Hazrat Mahdi (pbsl) è esperto della conoscenza nascosta (ilm al-ladun)

Hazrat Mahdi (pbsl) è esperto della conoscenza nascosta (ilm al-ladun)

(Da intervista di S. Adnan Oktar in AdiyamanAsu del 5 aprile 2010)

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell'Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell’Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti.

Da intervista di S. Adnan Oktar in TV Gaziantep Olay del 13 aprile 2010

Iran aspetta il Mahdi (as)

Estratto dall'intervista Tv Kocaeli e Tv Tempo di Adnan Oktar il settembre 18, 2009

Se non si insegna la religione l'anima di quei bambini rimarra nel vuoto. La religione è la sostanza dell'anima.

Citazione di Adnan Oktar dall'intervista TV DEM e Tv Tempo il dicembre 18, 2009

Il capitalismo è stato fondato sul Darwinismo. Ogni ideologia ufficiale di stato è l'ideologia del Darwinismo.

Estratto dall’intervista TV DEM e TV Tempo di Adnan Oktar il 13 novembre 2009

Se una persona dice: “ho fatto qualcose”, questo è politeismo. Quello che dovrebbe dire è: “Dio l'ha fatto per mezzo di me”.

Quotazione dall'intervista di Adnan Oktar il 2 febbraio 2010